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Ci sono storie che finiscono con una porta sbattuta, altre che si consumano lentamente, senza nemmeno trovare le parole per dirsi addio. È proprio da questo silenzio che nasce “Cruditè“, il nuovo singolo di Dario Cuomo, disponibile da oggi, 9 ottobre. Una canzone che parla d’amore, ma soprattutto di quella distanza che può nascere anche tra due persone sedute a pochi centimetri l’una dall’altra.

L’immagine scelta dal cantautore è quella di una cena. Due persone allo stesso tavolo, una portata raffinata davanti e poco o nulla da dirsi. Il cibo diventa quasi un pretesto per raccontare ciò che manca davvero: la voglia di parlarsi, di ascoltarsi, di cercarsi ancora. Un contrasto che attraversa tutto il brano, tra l’apparenza di una situazione perfetta e la realtà di un rapporto che non riesce più a trovare slancio.

“Avevo bisogno di raccontare l’indifferenza. Ecco, l’amore che ti soggioga e che si disgrega in tanti piccoli pezzi – racconta Dario Cuomo ai microfoni di Anteprima24 – La verità è che ultimamente sento sempre di più la lontananza, la distanza dall’altro“. Non c’è soltanto una storia sentimentale dietro Cruditè. C’è anche lo sguardo di chi osserva i rapporti umani e si accorge di quanto sia diventato complicato costruire legami sinceri. Si corre, ci si cerca quando serve qualcosa, si passa da una persona all’altra senza fermarsi davvero. E intanto si rischia di perdere proprio ciò di cui si avrebbe più bisogno. “Sembrano tutti così presi dalla futilità delle cose, dai gesti compiuti per ottenere qualcosa in cambio, come se avessero dimenticato che tutti noi, isole in un oceano di niente, abbiamo bisogno non delle cose, non del potere, non dei soldi, ma dell’altro”, afferma Cuomo.

Parole che spiegano molto del percorso che ha portato alla nascita del singolo. Cuomo parte da sensazioni personali, da domande che probabilmente non hanno una risposta immediata, e prova a metterle in musica. Senza cercare necessariamente un colpevole. Perché a volte ci si allontana anche quando nessuno dei due vorrebbe farlo.

La canzone segue questo movimento anche musicalmente. Ci sono pause, spazi lasciati quasi vuoti e poi un crescendo che accompagna ciò che i protagonisti non riescono a dirsi. Il titolo gioca proprio sull’idea di qualcosa che resta crudo, freddo, non elaborato. Come certi sentimenti che continuano a esserci, anche quando non si sa più cosa farne. Scritto e composto da Dario Cuomo, il brano è stato registrato e arrangiato da Fausto Frongillo, mentre mix e master portano la firma di Giuseppe Cecere.

Per il cantautore, del resto, scrivere significa anche trovare un modo per fare i conti con quello che nella vita di tutti i giorni rimane irrisolto. “Così mi tocca riversare tutto su un foglio bianco e poi, da buon artigiano quale sono, intagliare, smussare e lucidare finché la musica non diventa una vera e propria forma di catarsi – conclude – E allora, e solo allora, sono capace di liberarmi da ciò che mi affligge”.

“Cruditè” racconta così una situazione nella quale non è difficile riconoscersi. Quella di chi continua a voler bene a qualcuno, ma non riesce più a raggiungerlo. Di chi avrebbe tante cose da dire e finisce per restare in silenzio. Perché non sempre un amore finisce quando si smette di amare. A volte comincia a spegnersi quando si smette di parlarsi.