Giovanni Romano, consigliere Comunale e Capogruppo del Movimento Civico Sanseverinese ha inviato la seguente Nota:
“Abbiamo appreso da un’ordinanza dirigenziale di regolazione del traffico che lunedì inizieranno i lavori di demolizione della tettoia in legno posta sul piano caricatore dello scalo ferroviario. Abbiamo scritto al Sindaco e alla Soprintendenza affinchè i lavori programmati vadano sospesi”. Il consigliere comuanle ha quindi aggiunto: “A distanza di un anno e mezzo apprendiamo da un’Ordinanza Dirigenziale del Responsabile dell’Area di Vigilanza che è stata disposta la demolizione della struttura. Abbiamo evidenziato che lo scalo merci della nostra stazione ferroviaria è stato incluso dall’Associazione di Rilievo Nazionale “Italia Nostra” nella “Lista Rossa dei beni culturali in pericolo”. In una nota del giugno dello scorso anno l’avvocato Antonio Di Palma Presidente della sezione di Italia Nostra “Antonio Pesce” di Mercato S.Severino evidenziò che il piano caricatore dello scalo merci della stazione ferroviaria di Mercato S.Severino “con la grande tettoia dalle capriate in legno e con la pavimentazione in lastre di pietra squadrate, il cui valore architettonico è espressivo dell’opera in sé, nonché il magazzino retrostante e il piazzale, sono sottoposti ope legis , in quanto qualificati come beni culturali.” Quindi ha concluso: “Lo scalo merci si trova a pochi passi dal centro storico, in un’area di altissimo pregio culturale, anche per la presenza, sulla piazza Martinez Y Cabrera (la piazza innanzi alla stazione ferroviaria), di uno dei più prestigiosi e significativi edifici della Provincia di Salerno, conosciuto come “Villa RisiColasanto” sottoposta a vincolo di “interesse culturale dichiarato” dal canto suo, è sottoposta ope legis al regime di tutela della Parte Seconda del Codice dei Beni Culturali e in quanto qualificata come bene culturale. Chiediamo al Sindaco pro-tempore e ai Responsabili dell’Area Tecnica e dell’Area di Vigilanza del Comune di sospendere con immediatezza l’Ordinanza Dirigenziale e, di conseguenza, sospendere l’avvio dei lavori di demolizione della tettoia e di riprendere, con altrettanta immediatezza, la verifica del progetto di ristrutturazione annunciato dal Sindaco pro-tempore nell’aprile dello scorso anno. Alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino abbiamo chiesto di intervenire in funzione delle prerogative e responsabilità previste dalla Legge, per tutelare l’integrità del bene storico e culturale e impedirne l’abbattimento.


















