di Arnaldo Capezzuto
“Per l’emergenza bradisismo dei Campi Flegrei servono soluzioni immediate e concrete per gli sfollati: la messa in sicurezza del territorio, il sostegno all’economia locale e il mantenimento dei servizi. Rifiutiamo la delocalizzazione dei residenti e ribadiamo con forza la volontà della nostra comunità di restare nel proprio territorio”. Lo dice Raffaele Postiglione, attivista del comitato “Campi Flegrei Uniti nella lotta”, ad Anteprima24.it a due giorni dalla manifestazione di Roma, dove oltre 700 cittadini dei Campi Flegrei hanno chiesto al Governo risposte concrete all’emergenza bradisismica.
Partiti con 13 autobus, hanno sfilato dal Colosseo fino a piazza Santi Apostoli, accompagnati dai sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto. Comitati, associazioni, gruppi di volontariato, esponenti dell’attivismo cattolico con parroci e suore, operatori culturali e del sociale, oltre a una folta rappresentanza di commercianti e imprese, hanno denunciato ai membri dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni che non c’è più tempo da perdere.
A stretto giro è giunta la risposta piccata di Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, che ha affermato: “I sindaci dell’Area Flegrea non solo non mi hanno avvisato, ma non mi hanno mai chiesto un appuntamento». E poi ha aggiunto stizzito: «Tutte le leggi finora varate sui Campi Flegrei sono state concordate con la Regione Campania e con i Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli. Quindi mi chiedo: contro chi è rivolta la protesta? Che poi si debbano richiedere ulteriori interventi è comprensibile, ma non c’è bisogno di protestare per chiederlo”.
Scintille che non annunciano nulla di buono. Dal Governo fanno sapere che è in fase di preparazione un provvedimento legislativo che armonizzerà tutti i decreti emanati in passato sull’onda dell’emergenza. La nuova norma, come ha già anticipato il capo del dicastero della Protezione Civile, conterrà un punto irrinunciabile: un incentivo economico finalizzato alla delocalizzazione volontaria dei residenti.
“È assurdo che a una mobilitazione con il motto “siamo nati e qui vogliamo vivere” il ministro risponda con una norma sulla delocalizzazione volontaria. Non coglie le nostre richieste”, replica Postiglione. “Ci opponiamo nettamente alla delocalizzazione dei residenti e lo abbiamo a più riprese ribadito al ministro. È una storia già vissuta con l’evacuazione del Rione Terra e non vogliamo che si ripeta. Faccio rilevare che esiste una forte disconnessione tra le richieste della comunità — come il vivere in sicurezza nel proprio territorio — e la risposta del Governo con la proposta di un “contributo alla delocalizzazione volontaria””.
Raffaele Postiglione ad Anteprima24.it sottolinea un elemento centrale che in molti colpevolmente dimenticano: “L’emergenza abitativa dell’Area Flegrea coinvolge circa 2.300 famiglie, con oltre 6.000 sfollati. Siamo di fronte a numeri imponenti che dovrebbero dettare l’agenda di un Governo e portare all’adozione di provvedimenti efficaci. Invece sembra che non ci sia la volontà politica di elaborare risposte concrete. Ad esempio, il contributo di autonoma sistemazione alimenta una crescente speculazione sugli affitti, all’interno di un mercato immobiliare incapace di assorbire la domanda. Non si comprende neppure la gravissima crisi dell’economia locale: il commercio e la ristorazione registrano un calo di fatturato superiore al 70%. Occorrono aiuti economici basati sulla riduzione del fatturato e la cassa integrazione speciale per i lavoratori. Chiunque può notare come Pozzuoli sia ormai una città dall’aspetto spettrale; c’è il rischio serio che nelle prossime settimane chiudano altre attività, anche in seguito al venir meno di quell’economia legata alla vita quotidiana della comunità”.
Un allarme che i delegati dei comitati, al termine della manifestazione a Roma, hanno rappresentato ai vertici della Prefettura. “Richiediamo un piano strutturato – sottolinea l’esponente dei “Campi Flegrei Uniti nella lotta” – con controlli sismici e di sicurezza a tappeto e interventi per l’adeguamento sismico degli edifici. Si mettano in campo aiuti economici ispirati ai modelli Covid e terremoto di Ischia e si mantengano i servizi pubblici essenziali, come trasporti e sanità, per garantire la vivibilità dei residenti dell’Area Flegrea. Tra le priorità, ribadisco, occorre far fronte alle 6.000 persone sfollate: questa emergenza deve essere al primo posto nell’agenda del Governo. Il contributo di autonoma sistemazione non è efficace; lo si deve legare al canone concordato e, in extrema ratio, si adotti un provvedimento per la requisizione d’uso di immobili sfitti. L’obiettivo deve essere dare un tetto e non lasciare soli gli sfollati: gli alberghi sono solo una soluzione temporanea”.
Secondo diverse fonti, entro la prossima settimana il Consiglio dei Ministri potrebbe licenziare il provvedimento firmato da Musumeci. Ma se il decreto non dovesse contenere le linee guida richieste dalla popolazione flegrea e dai rappresentanti istituzionali, cosa accadrà?
“Auspichiamo che il Governo adotti un provvedimento che contenga le nostre richieste, basate sul buonsenso e su ciò che serve al nostro territorio”, conclude Raffaele Postiglione. “In caso contrario, se il decreto fosse deludente, organizzeremo un’altra manifestazione. La nostra lotta non è finita. Continueremo, sotto la sigla “Campi Flegrei Uniti nella lotta” — che unisce realtà istituzionali, comitati, mondo cattolico, commercianti e residenti —, a portare la nostra voce al Governo del Paese”.


















