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Lo scorso 30 luglio, una coppia di Casal di Principe (Caserta) si è vista notificare dai carabinieri l’ordinanza di sgombero da un immobile, emessa dall’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ma un decreto presidenziale del Tar Lazio (sezione prima) ha sospeso il provvedimento, su ricorso cautelare dei coniugi, assistiti dall’avvocato Mario Caliendo. E il legale ora sostiene: “Sull’abitazione c’era un decreto di sequestro preventivo, mai stata una confisca”. Un presunto giallo, insomma.

Il provvedimento, pubblicato oggi, intanto prende atto che i ricorrenti lamentano l’esistenza “di un pregiudizio grave ed irreparabile”. Questo sarebbe causato “dalla perdita “dell’unica abitazione principale del nucleo familiare, all’interno della quale risiedono anche soggetti minori e familiari”. Dunque il Tar Lazio sospende l’esecuzione dello sgombero, fino alla Camera di Consiglio del prossimo 4 novembre. Fin qui la questione cautelare. Nel merito, il difensore però avanza dubbi sugli stessi presupposti dell’ordinanza dell’Anbsc. “A fine luglio 2026 – afferma il legale – l’Anbsc ordinava il rilascio forzoso della casa coniugale entro 120 giorni, sulla scorta di una presunta confisca definitiva che sarebbe stata disposta nell’ambito di un procedimento penale risalente al 2014″.

Secondo l’avvocato Caliendo, “dalla ricostruzione documentale e dagli accertamenti svolti dalla difesa è emerso un macroscopico errore di fatto e di diritto: assenza di confisca immobiliare”. A detta del legale, “la sentenza penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 1469/2014, richiamata dall’Agenzia, ha disposto la confisca esclusivamente di due autovetture Fiat 500, senza pronunciare alcuna misura ablativa sull’abitazione”. Viceversa, sull’immobile penderebbe “unicamente un risalente decreto di sequestro preventivo – dichiara Caliendo – emesso dal Gip nel luglio 2014, misura cautelare per la quale è stato già incardinato formale Incidente di Esecuzione dinanzi al Giudice Penale per ottenerne la revoca”. Il 4 novembre, il collegio del Tar dovrà pronunciarsi sull’istanza cautelare, per confermare o revocare lo stop allo sgombero. Il tutto in attesa della definizione nel merito della vicenda. Nel frattempo, la coppia resterà in possesso dell’abitazione.