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Sette avvisi di garanzia per fare luce sulla morte di Pietro Pellegrino, l’operaio di 55 anni originario di Sassano, deceduto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale a Prata Principato Ultra.

La Procura di Avellino ha iscritto sette persone nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo in concorso. Domani è previsto l’esame autoptico sulla salma, accertamento irripetibile al quale potranno partecipare i consulenti nominati dalle parti.

Secondo la prima ricostruzione, l’uomo stava lavorando sul tetto dello stabilimento, impegnato nello smontaggio e nel trasporto di pannelli fotovoltaici, quando avrebbe calpestato un lucernario in vetroresina, che ha ceduto facendolo precipitare da un’altezza di circa dodici metri.

Gli investigatori stanno verificando le condizioni di sicurezza, l’utilizzo dei dispositivi di protezione e gli eventuali profili di responsabilità. L’inchiesta è in corso e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.

i sette indagati viene contestato, a vario titolo, il reato di omicidio colposo in concorso. Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti figurano le condizioni di sicurezza in cui si svolgevano le lavorazioni in quota, la disponibilità e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, oltre agli obblighi di controllo e vigilanza da parte dei soggetti coinvolti nell’organizzazione delle attività.

Saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e gli esiti dell’esame medico-legale a contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’eventuale individuazione delle responsabilità.