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di Arnaldo Capezzuto

“Non vogliamo essere muti. Solo pochi giorni fa in queste strade si sono affrontati a colpi di pistola, con stese e intimidazioni, i giovani esponenti dei due clan che stanno seminando il terrore per conquistare il mercato della droga”.

Lo ha denunciato a modo suo il prete-antispaccio Don Antonio Coluccia, finito sotto scorta a seguito di numerose minacce e da anni impegnato contro lo spaccio nelle periferie più complesse di Roma. Ieri sera si è presentato nell’isola pedonale davanti al Parco Falcone-Borsellino, nel quartiere Pianura a Napoli.

I sismografi indicano nuovamente forti scosse di violenza nelle strade del quartiere Ovest di Napoli. L’ultimo grave episodio si è verificato all’alba di pochi giorni fa, quando un 59enne peruviano è stato trasportato in codice rosso al Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli con una profonda ferita all’occhio. La vittima, affiancata da uno scooter, ha avuto appena il tempo di voltarsi prima di sentire un forte dolore all’occhio sinistro, accasciandosi poi sull’asfalto con il volto insanguinato. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’uomo possa essere stato ferito da un colpo vagante o dal rimbalzo di un frammento di proiettile.

“Sono tornato qui a Pianura per sostenere la povera gente – attacca don Coluccia – perché è stanca di vivere in un continuo coprifuoco. Non sono bastati i recenti anni difficili: sembra di essere tornati indietro nel tempo”.

Don Antonio Coluccia, impugnando il suo megafono, ha gridato la propria indignazione appellandosi ai giovanissimi, quelli nati tra il 2002 e il 2003 che a colpi di stese e attentati vogliono imporre il proprio verbo. Presunti boss ragazzini che, con estrema violenza, cercano di scalare le gerarchie del potere. Il parroco, con una nutrita scorta di agenti che non lo ha perso un attimo di vista, ha percorso via Torricelli, via Cannavino e l’area delle Case Gialle, ritenute dagli investigatori zone ad alto rischio del quartiere Pianura.

“Dico a questi ragazzi che la via della camorra è sbagliata – sottolinea don Coluccia – perché vi ruba la speranza e non garantisce nulla, se non il carcere o la morte. Vi imploro, ascoltatemi: comprendete il vero valore della vita, tanto prima o poi sarete arrestati. Smettetela, abbandonate la violenza e il clan. La gente è stanca di voi e del vostro presunto potere”.

Il quartiere Pianura è ormai una polveriera, con i due gruppi dei Carillo-Perfetto e delle famiglie Esposito-Marsicano — spalleggiati dalla gang dei Santagata — in aperto conflitto. Stese, aggressioni e ferimenti sono all’ordine del giorno in quella che è a tutti gli effetti una guerra a bassa intensità, pronta a esplodere.

Don Antonio Coluccia si è trattenuto a lungo con i cittadini, sempre più disorientati e preoccupati. La presenza del parroco intende innanzitutto accendere un riflettore sul problema della sicurezza: vicende che non riguardano solo Napoli, ma che meritano l’attenzione dell’Italia intera.

Don Coluccia