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Alta tensione al Liceo Genovesi, uno degli istituti napoletani occupati da questa mattina. Un video Instagram del collettivo studentesco lancia accuse al dirigente scolastico, Vittorio Delle Donne, ripreso faccia a faccia con un gruppo di ragazzi all’ingresso della scuola.  “Il preside minaccia gli studenti” afferma l’account social. Lui smentisce: “L’aggredito sono io, come si vede dalle immagini”.

È  la cronaca di una giornata tesa nello storico liceo di piazza del Gesù. Sui social, il collettivo del Genovesi e il coordinamento Kaos scrivono: “Il preside minaccia studentə e famiglie per occupazione violenta, dopo essere entrato con la forza e gli spintoni“. A corredo dell’affermazione, viene postata una nota inviata ad una famiglia. Nel documento, il dirigente accuserebbe una studentessa di occupazione violenta dell’edificio scolastico, invitando i genitori a vigilare sul comportamento della figlia. Il tutto per evitare che la situazione degeneri, e ne derivino conseguenze penali, civili e disciplinari. Il video mostra la ressa all’entrata del dirigente scolastico, scortato da agenti Digos, e diretto nel suo ufficio. Si sentono urla. Si nota già un primo scambio di accuse reciproche, con il preside a puntare il dito contro alcuni.

Contattato da Anteprima24, il professor Delle Donne offre una versione diametralmente opposta a quella degli studenti. “Se vede bene il video – dichiara -, io sono l’aggredito non l’aggressore. E se non fossero intervenuti i poliziotti della Digos -quelli che dicono “lasciate passare il preside” -, me la sarei vista brutta. E questo solo perché ero andato a invitare gli studenti a salire in presidenza e a discutere pacatamente”. Delle Donne preannuncia richiesta di rimozione del video, lamentando una violazione della privacy (“sarò costretto a tutelarmi”). “Mi hanno aggredito per non farmi passare, con delle gomitate”, sostiene il dirigente scolastico. Tuttavia precisa: “Questa non era la parte migliore degli studenti, più tardi mi sono confrontato pacatamente in presidenza con il gruppo guida dell’occupazione”. E aggiunge: “Siamo educatori, con gli studenti ci confrontiamo sempre. Anche quando i ragazzi vanno un po’ oltre”.