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Un patrimonio del valore di circa 220 milioni di euro è stato sequestrato dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Bologna e dallo Scico a un imprenditore campano dei settori edilizio e immobiliare, ritenuto in affari con la criminalità organizzata, e alla sua famiglia.
Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli (presieduta dalla giudice Teresa Areniello) su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.
Il sequestro riguarda partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario, oltre a 394 unità immobiliari (tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in corso di costruzione nelle province di Napoli e Roma), 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari comprendenti disponibilità bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.
Le indagini hanno consentito di fare luce sui rapporti d’affari che, secondo gli inquirenti, l’imprenditore aveva intessuto con persone ritenute legate alla criminalità organizzata e anche di accertare una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari.
Un contributo alle indagini è arrivato anche dai collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni sui legami con la criminalità organizzata, in particolare nell’ambito di operazioni immobiliari come la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera” a Melito di Napoli, parzialmente interessato dal sequestro.
Gli approfondimenti patrimoniali hanno inoltre consentito di rilevare, con riferimento al periodo 1999-2016, una sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilità patrimoniali riconducibili all’imprenditore, costituite da partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e immobili ubicati in Campania e nel Lazio. 

Maxi sequestro tra Napoli e Roma per l’imprenditore Giuseppe Rostan

È Giuseppe Rostan, fratello di Emilio Rostan, quest’ultimo imprenditore e padre dell’ ex deputata Michela Rostan, il destinatario del provvedimento di sequestro di beni mobili e immobili di circa 220 milioni di euro notificato oggi dalla guardia di finanza in esecuzione di un decreto emesso dal tribunale di Napoli.
Giuseppe Rostan risulta coinvolto nella maxi lottizzazione abusiva del Parco Primavera di Melito dove, secondo la ricostruzione della Dda, ci furono interessi dei clan di camorra.