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Tutto è nato da una coppa di argilla, che seppur piccola contiene la storia dell’Occidente.

La Coppa di Nestore, custodita al Museo Archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto, è la prima testimonianza della scrittura alfabetica greca in Italia. Tre versi graffiati, 230 parole appena, in cui c’è un mondo da scoprire: l’Iliade, l’alfabeto, il viaggio di un mito. È da lì che le prof Lucia Prisco e Carolina Urraro, esperta e tutor del progetto, hanno voluto far ripartire i loro ragazzi dell’IS Leonardo da Vinci di Poggiomarino.

Così è nato “Conosciamo il nostro territorio: l’isola che c’è”, un viaggio a ritroso nel tempo tra le due isole del Golfo.

Un progetto che arriva al terzo anno e cresce. Alle classi del Classico, da sempre cuore del percorso, si sono aggiunte, quest’anno, una classe del Liceo Linguistico e due dello Scientifico. Quarantatré ragazzi in tutto, per tre giorni di navigazione e di studio, seguiti da quattro docenti: Lucia Prisco, Carolina Urraro, Angela Giorgio e Carmela Cafiero.

– Cronaca di isole che diventano libri.

Si parte presto, in traghetto verso Procida. Sul ponte, già la prima lezione itinerante con le rotte borboniche, il mare come confine e come strada. Si sbarca e si sale a piedi verso Terra Murata. Il borgo antico, il pranzo al sacco panoramico con il golfo davanti, e poi il silenzio dell’ex carcere borbonico. Lì i ragazzi capiscono cosa significa l’isola come reclusione, come confino risorgimentale.

La discesa è verso Marina Corricella, un’esplosione di colori. Passeggiata cromatico-architettonica sulle tracce de L’isola di Arturo di Elsa Morante. L’isola che da prigione diventa locus amoenus, spazio mitico, rifugio dell’anima.

Secondo giorno, Ischia. Nei Giardini pubblici si parla di insularità nella letteratura antica. Poi il momento più atteso, arriva l’ingresso al Museo di Pithecusae. Davanti alla Coppa di Nestore, i ragazzi riscoprono la capacità di meravigliarsi, studiamo come nasce l’alfabeto che usiamo ancora oggi e come viaggia un testo epico da 2800 anni.

Da lì ai Giardini La Mortella. Sotto gli alberi esotici creati da Lady Walton, lettura all’aperto di Virgilio e Orazio. Il locus amoenus dei poeti latini a confronto con l’idillio botanico reale. La letteratura che diventa profumo, ombra, suono.

L’ultima tappa è la Baia di Cartaromana. Barca con fondo trasparente per guardare Aenaria, la città romana sommersa dal bradisismo. Vulcano e storia insieme. Poi la salita al Castello Aragonese, fortezza aragonese, corte di Vittoria Colonna, simbolo delle reti culturali rinascimentali.

Comune denominatore dei tre anni di progetto, il laboratorio di scrittura medievale: dalla grafia sulla coppa alla pergamena, i ragazzi hanno imparato a tradurre l’osservazione visiva in testo critico e visual storytelling, fino alla consegna dei Diari di Viaggio, prodotto finale del percorso.

Cammeo degno di nota, la presenza di Lina De Vito, presidente di Legambiente Poggiomarino, che ha dialogato con i ragazzi sul valore del patrimonio storico come bene comune e sull’importanza della tutela del territorio, dalle coste flegree al Vesuvio.

Tre giorni, 43 ragazzi, due isole per un solo libro. Per dimostrare una cosa semplice: non serve andare lontano per meravigliarsi.

– Postilla poetica

La coppa di Nestore testimonia un gioco d’amore.

In alfabeto euboico, scritto da destra a sinistra, ci sono tre versi graffiati sull’argilla che recitano:

«Io sono la bella coppa di Nestore, buona a bersi. Ma chi berrà da questa coppa, subito quello sarà preso dal desiderio d’amore per Afrodite dalla bella corona».

È il gioco più antico dell’Occidente. Omero, nell’XI libro dell’Iliade, descrive la monumentale coppa d’oro di Nestore, re di Pilo. Un vasaio anonimo, a Pithecusae nell’VIII secolo a.C., al confine del mondo greco, prende una modesta tazza d’uso quotidiano e la fa diventare leggenda.

Non è più la coppa di un eroe. È la coppa del simposio, del bere insieme, del desiderio. È la prima poesia greca che ci è arrivata, il primo legame tra il vino e Afrodite.

Tre versi meravigliosi che racchiudono l’incanto, l’amore e l’inizio della letteratura.