Di prima mattina ha visitato il commissariato di Pianura e incontrato commercianti e residenti, poi si è diretto al Palazzo del Governo per incontrare il prefetto di Napoli, Michele di Bari: un’occasione per un primo scambio di vedute sulle principali tematiche legate alla sicurezza del territorio provinciale, dalla cooperazione interforze al continuo rafforzamento della prossimità della Polizia di Stato ai cittadini.
Protagonista dell’intensa giornata è stato il neo questore di Napoli, Fausto Lamparelli, che ieri sera — appena giunto in città — ha fatto visita alla Squadra Mobile, che per anni ha diretto prima di andare a Firenze sempre con l’incarico di questore.
«È un ritorno a Napoli con la consapevolezza della complessità del lavoro», ha spiegato nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la sala intitolata ad Antonio Ammaturo. «Le tre priorità a cui mi dedicherò — ha sottolineato — sono il controllo del territorio, la gestione dell’ordine pubblico e la repressione quando con le prime due si va oltre».
Il neo questore, grande tifoso del Napoli e omaggiato con la maglia azzurra numero 11, ha annunciato particolare attenzione anche alla prevenzione della violenza sulle donne: «È un fenomeno che mi sta molto a cuore. Abbiamo diverse articolazioni sul territorio che se ne occupano ogni giorno», ha precisato. Al centro della sua strategia ci sarà inoltre il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e società civile: «Dobbiamo occupare gli spazi vuoti e non lasciarli a chi commette reati. I problemi vanno intercettati e ognuno deve fare la propria parte».
Il riferimento è all’episodio di violenza in piazza Vanvitelli, dove un branco si è accanito su un padre intervenuto per soccorrere le proprie figlie: «Mi addolora. È una sconfitta per gli adulti quando un minore arriva a commettere un reato con questa semplicità».
Proprio Lamparelli — come ricordato da Anteprima24.it — era a capo della Squadra Mobile partenopea quando nel centro storico dettavano legge la cosiddetta “Paranza dei Bimbi” ed Emanuele Sibillo, poi ucciso nel corso della faida. Sono trascorsi anni, ma la sensazione è che una certa subcultura, non propriamente legata ai clan tradizionali, si ispiri ancora a quei modelli. Un paio di generazioni di giovani sono a rischio? Che cosa si può fare?
«C’è un numero significativo di ragazzi che non ha modelli virtuosi e che tende a perdersi — ha evidenziato il neo questore —, ispirandosi a modelli negativi come quelli citati. Il loro punto di riferimento era il sopruso, la sopraffazione, la violenza e la relativa simbologia, che credo venga richiamata tuttora in questi soggetti. Tuttavia non bisogna mai generalizzare: dobbiamo intercettare questi fenomeni sotto il profilo della prevenzione e, ovviamente, della repressione per coloro che scelgono una strada sbagliata, ma dobbiamo anche salvare chi si può salvare, e credo che la maggioranza sia recuperabile».
Per quanto riguarda la sfiducia dei cittadini legata alla percezione di insicurezza e all’efficacia delle “zone rosse”, il numero uno di via Medina ha sottolineato: «Le zone rosse sono uno strumento assolutamente utile. Tutto ciò che abbiamo a disposizione per garantire sicurezza ai cittadini va utilizzato. Non si può assolutamente banalizzare la percezione di insicurezza della gente. Il mio obiettivo è fare in modo che i cittadini ci vedano sul territorio: la prossimità è una delle principali necessità, ed è su questo che dobbiamo investire».
Un altro tema cruciale è quello della scarcerazione dei vecchi boss di camorra, ritornati liberi per fine pena o beneficiari di sconti: «Sì, l’attenzione deve essere massima. La presenza di giovani emergenti e l’eventuale scarcerazione di vecchi boss possono creare dinamiche pericolose. Le nuove leve tentano di prendere il possesso del territorio e di controllare i traffici di droga, le estorsioni, l’usura e il contrabbando di tabacchi lavorati esteri attraverso la violenza», ha aggiunto Lamparelli. «Ho però grande fiducia nella Squadra Mobile e nella Procura della Repubblica di Napoli, perché conosco il lavoro svolto. Sono ottimista per natura: qui autorità giudiziaria e forze dell’ordine non partono da zero, sanno leggere perfettamente i fenomeni e i risultati lo dimostrano».
Infine, in merito all’ordine pubblico, alle occupazioni scolastiche e alle proteste in città, ha richiamato alla necessità dell’equilibrio: «So che ci sono scuole occupate e che ci sono comitati e studenti che protestano, ma anche in questo caso bisogna assolutamente intervenire con equilibrio. Questa generazione di ragazzi è avanti rispetto alle precedenti, ma bisogna seguirli e dedicare loro del tempo. Andrò nelle scuole che richiederanno la mia presenza perché ritengo che sia un passaggio fondamentale», ha concluso il neo questore Fausto Lamparelli.


















