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Un collegamento tra i diversi roghi esplosi a Napoli negli ultimi mesi. L’ipotesi è vagliata dalla Procura della Repubblica, mettendo i fila i diversi episodi incendiari. Secondo fonti di polizia giudiziaria, non si può escludere una regia unica per alcuni incendi. Anche se, al momento, l’ipotesi non trova ancora riscontri. Ma la pista è valutata dagli organi inquirenti, oggi al lavoro sull’ennesimo caso. Sull’incendio di un capannone di via Brin, in Procura si attende l’informativa dei Vigili del fuoco. Ma l’idea di un filo rosso tra i roghi balenava già da prima. Una congettura da sviluppare, mentre l’aria brucia con inquietante frequenza.

Anche dell’ultima vicenda si occupa la sezione Lavoro e colpe professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Per adesso, non è lecito sbilanciarsi sulla natura dell’incendio in via Brin. Ma nel conto finirà anche questo. Gli investigatori ragionano su una serie di eventi. Andando a ritroso, troviamo il devastante rogo del 4 ottobre a Pianura. Quella domenica è andata a fuoco l’isola ecologica di via Nelson Mandela. A causa dell’inquinamento atmosferico, è stata disposta per due giorni la chiusura delle scuole.

Sotto la lente anche le fiamme scoppiate il 21 settembre a Poggioreale. In via Nuova delle Brecce, non lontano da via Brin, a bruciare è stato il deposito di una ditta di trasporti. Ma i fatti da approfondire sono diversi. E quest’inizio di autunno caldo assomiglia alla torrida estate trascorsa. Il 12 agosto un vasto rogo ha interessato l’area attigua al Parco Costantino di Soccavo, propagandosi in prossimità di alcune case. Dal novero delle supposizioni, per ora, sono esclusi i ripetuti incendi a Taverna del Re, nel sito di stoccaggio ecoballe di Giugliano. Ma la ragione è di competenza: il territorio è sotto la giurisdizione del tribunale di Napoli Nord.