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All’ombra dell’installazione d’arte contemporanea intitolata «Voyageur» — costituita dalle tre barche dell’artista ghanese Ibrahim Mahama in Piazza Municipio a Napoli — si sta consumando, a destra della destra, una battaglia a colpi di slogan e striscioni anti-immigrati.

I primi a manifestare sono stati gli esponenti del Comitato di Remigrazione di Napoli, seguiti a stretto giro dai fan del generale Vannacci e di Futuro Nazionale. E pensare che l’opera, in esposizione pubblica fino al 18 novembre 2026, simboleggia il viaggio, le migrazioni, la memoria e un ponte storico tra l’Africa e il Mediterraneo.

Tali manifestazioni si aggiungono alle polemiche sul recente decreto del Governo sulla scuola, che pone un tetto al numero di alunni stranieri e prevede sanzioni per i genitori che non conoscono l’italiano. 

Cosa sta accadendo? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Petruzzo, storico attivista dell’associazione antirazzista e interetnica “3 Febbraio”, la quale, insieme a ‘La Comune’ e all’Associazione culturale musicale Illimitarte di Villaricca (Napoli), promuove un appello unitario contro il provvedimento scolastico, considerato un punto di rottura che alimenta lo scontro anziché favorire l’integrazione.

“La retorica della ‘remigrazione’ e le divisioni scolastiche rappresentano un attacco alla convivenza civile e vanno contro l’inevitabile andamento storico e demografico delle civiltà”, spiega Gianluca Petruzzo ad Anteprima24. “I processi migratori sono antropologici e inarrestabili”.

Però fa impressione che proprio nella Napoli delle Quattro Giornate e della cacciata dei nazifascisti si ascoltino slogan e si leggano striscioni razzisti.

“Le politiche repressive e i CPR producono solo sofferenza, così come i tentativi di fermare i flussi o promuovere la ‘remigrazione’ sono anacronistici e disumani“, sottolinea l’attivista.

“Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato con convinzione un appello a tutte le comunità, alle forze antirazziste, sindacali e del volontariato, e ai credenti, per unirsi in una mobilitazione per l’accoglienza e la solidarietà contro la disumanità dell’attuale Governo”. 

A sentire i rappresentanti dell’associazione “3 Febbraio” — da trent’anni impegnata nella lotta contro il razzismo, nella difesa dei diritti dei migranti e nella promozione della solidarietà — qualche problema di incomprensione c’è proprio a Napoli. Nonostante la collaborazione istituzionale a tutti i livelli, infatti, non si riesce a stabilizzare il mercato etnico di via Bologna, nei pressi della Stazione Centrale.

Dopo una lunga battaglia durata anni, i commercianti africani hanno ottenuto le licenze per vendere i loro prodotti; ciò che invece non si riesce a sbloccare è la concessione dell’occupazione di suolo pubblico, tuttora limitata a un rinnovo annuale.

“Dal Comune alla Regione sono tutti d’accordo“, evidenzia Petruzzo, “sull’esigenza di concedere un’occupazione di suolo decennale e non più annuale. In termini burocratici sembra davvero un obiettivo raggiunto, ma tutto resta fermo perché manca il parere della Municipalità. Un controsenso che nei fatti danneggia i piccoli commercianti dotati di licenza, sospesi in un limbo e passibili di sanzioni da parte della polizia municipale”.

“Il mercato di via Bologna è un progetto pilota“, conclude l’attivista, “in cui inclusione, integrazione e diritti camminano insieme. Gli stessi operatori commerciali garantiscono autonomamente la pulizia e il controllo sociale della zona, rendendola una vera isola felice in Piazza Garibaldi. Eppure, rischiano ogni giorno la beffa delle multe per il mancato rinnovo pluriennale delle concessioni da parte della Municipalità. Ci auguriamo che al più presto la vertenza si sblocchi sarebbe un segnale importate per Napoli”.