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Aveva trasformato una struttura diroccata in un deposito per nascondere la droga e il materiale utile per la preparazione e il confezionamento: scattano gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico e divieto di comunicare al di fuori della stretta cerchia familiare per un 20enne residente a Sant’Antonio Abate. A notificare l’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, sono stati i carabinieri della sezione operativa del Norm della compagnia di Castellammare di Stabia.
 
Le indagini avevano permesso, lo scorso 3 luglio, di scoprire il fabbricato rurale diroccato e disabitato a Sant’Antonio Abate, dove erano stati trovati una cassetta di sicurezza portatile, cocaina e crack per un peso complessivo di circa 186 grammi, quattro bilancini di precisione e pentolini intrisi di polvere bianca, probabilmente utilizzati per la pesatura, la raffinazione e il confezionamento delle dosi.
 
Grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, fu possibile appurare come esistesse una periodica attività di occultamento e prelievo delle sostanze stupefacenti da parte del giovane. A suffragare tali tesi, una perquisizione domiciliare a casa del 20enne, nel corso della quale i carabinieri hanno trovato gli stessi indumenti e gli accessori immortalati nelle sequenze video, oltre a notare la corrispondenza di un esteso tatuaggio sul braccio destro, ripreso mentre era intento alle operazioni di prelievo della droga, con quello del giovane. Utili al quadro indiziario, anche le dichiarazioni rese da persone informate sui fatti e dalle individuazioni fotografiche. In sede di interrogatorio preventivo con il gip, l’indagato ha ammesso gli addebiti contestatigli.