Napoli, Italia, Europa. 2026. Benvenuti a Piazza Garibaldi, lo snodo nevralgico dove affluiscono i turisti in arrivo dalla vicina Stazione Centrale, dall’Aeroporto e dalla Stazione Marittima, oltre che dalle linee della metropolitana e della Circumvesuviana.
I viaggiatori, una volta sbarcati nell’iconica Napoli, staccano il loro “primo biglietto d’accoglienza” incontrando sulla propria strada gli storici “professionisti del raggiro”: quelli del “gioco delle tre campanelle”, degni del film cult Pacco, doppiopacco e contropaccotto di Nanni Loy. Una compagnia di giro dell’arte della truffa che resiste nella piazza-bazar da decenni, nonostante denunce, Daspo e condanne.
Immaginatevi con il grande evento dell’anno prossimo dell’America’s Cup quante potenziali vittime potrebbero esserci in città, raggirati e spogliati del denaro.
Anteprima24, fingendosi un passante distratto, ha filmato tutte le dinamiche truffaldine. Se al primo giro abbiamo dato soddisfazione al truffatore, al secondo — quando per loro sembrava profilarsi la riuscita dell’inganno — abbiamo volutamente sbagliato di proposito, facendoli desistere dal proporci un’altra scommessa.
Ci sono il croupier e i tre compari (generalmente due uomini e una donna). Una volta adocchiati i potenziali “polli”, va in scena il collaudato copione. Spunta l’improvvisato banchetto, allestito su uno scatolone di cartone o su un tavolino. Ecco che compaiono le tre campanelle, protagoniste assolute della truffa. Le mani del croupier le muovono, mostrando la pallina di spugna nera per poi nasconderla. Tocca quindi ai tre “finti scommettitori” recitare la parte di appassionarsi. Dando l’impressione di essere semplicemente incuriositi, iniziano a chiedere informazioni al croupier e puntano timidamente cifre alte (50 o 100 euro), vincendo con estrema facilità.
L’esca psicologica è proprio questa: vedendo quanto sia “facile” indovinare e vincere, la vittima si convince a partecipare. Spesso un compare suggerisce persino la risposta corretta per spingere l’ignaro passante a scommettere. Volti sorridenti, battute e spensieratezza servono da specchietto per le allodole per catturare l’attenzione e stimolare la curiosità. Chiaramente, il gioco mira solo a sottrarre denaro a passanti e turisti distratti.
A rompere le titubanze e i dubbi arriva l’invito diretto del croupier a indovinare dov’è la pallina, senza però puntare denaro. È quello che è capitato proprio a noi di Anteprima24: una prova senza pagare. Mentre i compari ne escono “sconfitti” e perdono i soldi della puntata, la giocata è vincente — guarda caso — proprio per lo scommettitore occasionale coinvolto, ovvero noi. Una furba teatralizzazione che ha lo scopo di rafforzare nel “pollo” la voglia di scommettere e tentare la fortuna, che però non c’entra nulla: si tratta di un vero e proprio raggiro ed è matematicamente impossibile vincere.
Nell’ipotesi in cui l’incauto avventore decidesse di puntare dei soldi veri, entra infatti in gioco il trucco della sparizione: al momento della puntata reale della vittima, il croupier nasconde la pallina di spugna tra le dita mentre solleva o sposta la campanella. La pallina non si trova fisicamente sotto nessuna delle tre campanelle; la vincita è così impossibile: non si può mai vincere con un gioco onesto.
Il gruppo è inoltre circondato da complici che tengono d’occhio la zona. Non appena vedono una pattuglia o qualcuno che prova a filmare con il cellulare, danno l’allarme e l’intera struttura svanisce nel nulla in pochi secondi. Il banchetto scompare e l’allegra compagnia si rifugia nell’atrio di un palazzo dove ha in affitto un box, sotto lo sguardo attento di un solerte portiere che al bisogno impedisce a chiunque di entrare.
Al secondo giro, sempre gratuito, Anteprima24 ha deciso di cambiare tattica: nonostante il croupier indicasse chiaramente la campanella vincente, ne abbiamo scelta un’altra. A quel punto, sui volti dell’allegra brigata è scomparso il sorriso e si sono subito spazientiti. Noi abbiamo salutato e ce ne siamo andati.
Nonostante i costanti interventi delle forze dell’ordine e le numerose denunce, i truffatori continuano a riproporre questo schema abusivo organizzandosi in vere e proprie bande. Generalmente i reati contestati riguardano la truffa e l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa; inoltre, nei loro confronti viene avviato un procedimento amministrativo finalizzato all’emissione del divieto di ritorno nel Comune di Napoli. Provvedimenti che sono però come acqua fresca: trascorre al massimo una settimana e l’allegra combriccola è nuovamente operativa.


















