“Mi trovo presso il reparto Maxillo-facciale, mi sono dovuta comprare la coperta perché non ce ne sono. È assurdo che un paziente si debba comprare la coperta per coprirsi perché ha freddo”. È il post scritto da una ricoverata al Policlinico Nuovo di Napoli per denunciare le gravi carenze del nosocomio partenopeo. In pochi minuti sono stati centinaia i commenti degli utenti che hanno raccontato la propria esperienza diretta o quella di un familiare. Racconti che fotografano il momento delicato che attraversa la sanità pubblica: uno spaccato non solo napoletano o campano, ma dell’intero Paese.
C’è chi è dovuto ritornare a casa per prendere i farmaci perché l’ospedale ne era sprovvisto (in alcuni casi mancavano persino quelli oncologici). Oltre alle coperte, spesso non ci sono lenzuoli e cuscini, per non parlare della carta igienica e del sapone. Altre volte manca l’assistenza, con pazienti anziani non autosufficienti lasciati in pratica soli. Carenze di personale, mancanza di risorse, turnover bloccato, investimenti fermi e apparecchiature obsolete sono tutti ingredienti che contribuiscono a creare le condizioni dello sfascio della sanità.
Non a caso i presidenti di sei Regioni — Roberto Fico (Campania), Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Stefania Proietti (Umbria), Alessandra Todde (Sardegna), Eugenio Giani (Toscana) e Antonio Decaro (Puglia) — hanno lanciato un appello al Governo e al ministro della Salute Orazio Schillaci affinché vengano indicati in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive necessarie per sostenere il Fondo sanitario nazionale, a fronte di risorse disponibili nella prossima Finanziaria pari a poco meno di 2 miliardi e mezzo.
“La sanità va messa al centro della prossima Finanziaria — sottolineano —. In gioco c’è la tenuta del Servizio sanitario nazionale e, con essa, un principio fondamentale: il diritto alla salute non può dipendere dalle condizioni economiche delle persone”.
Allo scenario complessivo c’è anche da aggiungere, per quanto riguarda la Campania, il richiamo della sezione regionale di controllo della Corte dei conti, che ha rammentato i circa 1,155 miliardi di euro di cartolarizzazioni dei debiti sanitari.
Come se ne esce da queste sabbie mobili? Anteprima24 lo ha chiesto ad Antimo Morlando, segretario Sanità Pubblica FP CGIL per l’area metropolitana di Napoli e della Campania.
“Usciamo da anni di commissariamento e dall’attuazione del piano di rientro; la sanità rappresenta sicuramente la macro-area più complessa del bilancio della Regione Campania. In un quadro di forti criticità c’è però una prospettiva nuova, che non si traduce nell’immediato in un salto di qualità percepibile da parte dei cittadini-utenti, ma ora i conti permettono al Presidente Roberto Fico di calibrare politiche specifiche che hanno bisogno dei giusti tempi di attuazione”.
Il dirigente del sindacato FP CGIL sottolinea: “Il Servizio Sanitario Nazionale è cronicamente sottofinanziato rispetto alla media europea; i criteri di riparto del Fondo Sanitario penalizzano regioni demograficamente giovani come la Campania. Un vero scandalo: nei fatti è già attuata l’autonomia differenziata”.
“La nostra Regione è in una fase di transizione — aggiunge Antimo Morlando —: l’uscita dal piano di rientro e i fondi PNRR per Case e Ospedali di Comunità puntano a rafforzare la sanità territoriale e di prossimità. È un punto fondamentale per cominciare un percorso nuovo e inedito per la nostra regione, l’effetto sarà quello di decongestionare i pronto soccorso dei grandi ospedali per i codici non di emergenza”.
“Una Regione che è rientrata dal pesante debito ha l’opportunità e una concreta disponibilità finanziaria — evidenzia il segretario Sanità Pubblica FP CGIL — di programmare e decidere investimenti strategici, oltre che avviare il reclutamento di nuovo personale da immettere negli ospedali e negli ambulatori”.
E aggiunge: “La novità vera, che avrà un peso percepibile dai campani, è la nascita delle Case e degli Ospedali di Comunità. Siamo nella fase iniziale, ci vorrà un congruo tempo per arrivare a regime, ma è la novità assoluta che spezza una sanità ospedalocentrica dove tutto, senza distinzione, ruotava intorno ai nosocomi creando un imbuto e meCGIL, Campania, sanità, Napoli, attendo a rischio i casi più gravi e le cure immediate per i ricoverati da pronto soccorso”.
In conclusione, Antimo Morlando denuncia: “Occorre trovare risorse aggiuntive per il Fondo sanitario nazionale. La prossima legge finanziaria sarà fondamentale: non possiamo permettere che si arresti un processo di rinnovamento ormai già avviato”.


















