Al Porto di Napoli quarto giorno consecutivo di protesta degli autotrasportatori per il caro carburanti. Le motrici dei tir presidiano il Varco Bausan, impedendo il passaggio dei mezzi pesanti e la movimentazione delle merci. Restano del tutto regolari le operazioni di imbarco per auto private e passeggeri. Questa mattina il presidio stradale si è invece spostato dall’Asse Mediano alla Circumvallazione Esterna, tra Casoria e Afragola.
Intanto dall’area di governo arriva il primo avvertimento. “Giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die” sostiene il viceministro leghista dei Trasporti, Edoardo Rixi dopo il tavolo con gli autotrasportatori in Prefettura a Milano. Auspicando uno stop ai bloocchi già oggi, da lui giunge un esplicito richiamo alla protesta partenopea. “Noi abbiamo messo a disposizione un ascolto credo importante, quindi alcuni blocchi già ieri sono stati tolti – premette Rixi -. So che c’è ancora un tema abbastanza spinoso questa mattina sul porto di Napoli e poi è chiaro che bisognerà fare in modo che si ripristini più o meno la normalità al fine di garantire a tutti gli italiani di poter avere non solo i generi alimentari ma di poter continuare a svolgere le proprie attività. Per cui giusto scioperare, però bisogna anche fare in modo di non creare eccessivi disagi al paese”.
Tutt’altra idea da Autonomia Napolitana, sigla materialmente in campo nella mobilitazione. “La battaglia degli autotrasportatori è la battaglia di tutti – afferma Gigi Lista, presidente del movimento -: non è soltanto una questione di gasolio, ma di sopravvivenza economica”. Secondo l’esponente autonomista, “ci sono famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese e piccoli imprenditori schiacciati dai rincari”. A fronte di ciò, “la politica continua a ripeterci che mancano i soldi e che bisogna stringere la cinghia, eppure si trovano miliardi per l’industria bellica e per le guerre. La vera emergenza è la sopravvivenza quotidiana dei cittadini“. Autonomia Napolitana chiede una vertenza generale per il Mezzogiorno, basata su punti concreti: riduzione del peso fiscale sui carburanti e interventi drastici contro il caro energia; tutela del potere d’acquisto per famiglie, lavoratori e piccole attività produttive; risposte strutturali sul fronte sociale, economico e del diritto alla casa. “Il Sud non può continuare a essere trattato come un territorio a cui concedere briciole – aggiunge Lista-. Non chiediamo elemosine, ma dignità e il diritto di vivere e lavorare nella nostra terra”.
Nel frattempo, anche tra Napoli e provincia è corsa all’accaparramento nei supermercati. Le uova sono difficili da trovare, la carne scarseggia, i frigoriferi mostrano interi comparti vuoti. I banchi di frutta e verdura sono sprovvisti di merce da giorni. Si aggrava pure la situazione degli approvvigionamenti di carburanti e generi alimentari sulle isole di Ischia e Procida. Poco il carburante per traghetti di collegamento alla terraferma. La compagnia di navigazione Caremar ha inviato una nota alla Prefettura di Napoli e alla Regione Campania, chiedendo l’attivazione di un piano emergenziale per garantire i rifornimenti. Si paventa, altrimenti, il fermo delle navi a partire da giovedì mattina.
















