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È domenica mattina e al Rione Traiano, quartiere Soccavo, area occidentale di Napoli, si vende il pane fresco. Il lettore si chiederà: allora? Dov’è la notizia? Il pane, però, non lo si acquista al panificio, ma dall’ambulante in strada. Accade che lungo il vialone principale, su entrambi i lati della carreggiata, siano parcheggiate diverse auto con il bagagliaio aperto. Qui c’è un lenzuolo dove sono sistemati in cassette di plastica palatoni, pagnotte, il pane di Montevergine, sfilatini, il pane basso, il tutto coperto alla meno peggio con un altro lenzuolo. Si avvicina il cliente, sceglie il pezzo e l’improvvisato commerciante — che qualche attimo prima aveva aspirato l’ultima boccata di fumo — prende i soldi e impacchetta il pane. Chiaramente senza guanti, senza mascherina, senza rispettare le minime misure di sicurezza e d’igiene. Pochi metri e la scena si ripete, con automobilisti e centauri che si fermano intralciando il traffico per l’acquisto del pane fresco. Non solo pane: tra gli ambulanti c’è qualcuno che commercia anche olive, latticini, salami e formaggi, sempre utilizzando il bagagliaio del proprio veicolo come bancone della salumeria.

La domanda sorge spontanea: è normale tutto questo? Anteprima24 l’ha chiesto al mastro panettiere campano Domenico Filosa, presidente di Unipan (l’Associazione regionale dei panificatori della Campania) e uno dei coordinatori di ACAI CONFEDERAL (l’Alleanza Cristiana Associazioni Imprenditoriali). La testimonianza di Filosa è fondamentale perché rappresenta una figura simbolo in Campania per la lotta contro il pane abusivo e il controllo della camorra sul mercato della panificazione. Per decenni ha messo a rischio la propria incolumità pur di difendere la trasparenza, la salute dei cittadini e la dignità del lavoro artigianale.

«Siamo nel 2026 e ancora dobbiamo riscontrare questa vergogna – attacca il presidente di Unipan –: il pane venduto per strada, manipolato senza garanzie igieniche e senza il rispetto delle normative, rappresenta un pericolo per la salute pubblica». Il video di Anteprima24 ha documentato ciò che accade la domenica mattina al Rione Traiano: una normalità sconvolgente dove non c’è per nulla la percezione del mancato rispetto delle norme. «Questo è l’aspetto più grave – sottolinea Domenico Filosa –: il consumatore non comprende che un alimento non può essere acquistato in quel modo. Mi chiedo retoricamente dove siano i controlli dell’ASL e, più banalmente, perché in quella strada del quartiere Soccavo non ci sia il transito di una pattuglia della polizia municipale, istituzionalmente responsabile del controllo che deve avvenire in modo adeguato in certe zone della città».

E aggiunge: «Il problema della somministrazione di alimenti senza licenza e senza rispetto delle norme, oltre a riguardare una questione strettamente commerciale – evidenzia Filosa –, investe la legalità e attiene alla tutela pubblica. La mancanza di controlli consente ai venditori abusivi di continuare a operare tranquillamente, mentre i panifici regolari, che rispettano le tante normative e le rigide prescrizioni di legge, vengono fortemente danneggiati».

Il rappresentante dell’Associazione regionale dei panificatori della Campania ricorda: «Sono anni che ci battiamo duramente a level politico e istituzionale per difendere la trasparenza della filiera – sottolinea –: ci siamo opposti a qualunque tentativo di allentare le maglie burocratiche sulla tracciabilità del pane campano». E conclude: «Il fenomeno degli ambulanti del pane venduto abusivamente dev’essere combattuto – spiega Domenico Filosa –. Abbiamo sempre sostenuto che privare il consumatore della certezza sulla provenienza del pane significasse fare un enorme favore ai forni abusivi e ai circuiti criminali, che possono così immettere sul mercato quintali di prodotto di dubbia origine».