Oggi, mercoledì 21 ottobre, la sede di Porta di Massa dell’Università Federico II di Napoli è stata occupata dagli studenti e le attività sono state interrotte. A occupare sono il Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli (CAU) ed Ecologia Politica Napoli (Ecopol).
Sullo striscione all’ingresso si legge: “Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre”.
Gli studenti dichiarano: “Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi. E oggi la Federico II manda una comunicazione a tutti gli studenti: didattica in presenza interrotta, da domani tutti in DaD.
In un Paese al collasso, l’ultima risposta di questo governo è un decreto sicurezza, l’ennesimo. Di fronte al disagio di lavoratori, precari, giovani e studenti, l’unica risposta è una cieca repressione.
Come studenti, dalle scuole alle università, sappiamo come stanno le cose: le condizioni in cui viviamo non sono piovute dal cielo e non saranno misure tappabuchi a rispondere a un disagio che non è nato nelle ultime settimane.
Nell’e-mail del rettore Mazzucchi leggiamo che la didattica a distanza serve a ‘mitigare i disagi per la comunità universitaria’. Ma questi disagi non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria. Sono il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra, con almeno 4 miliardi di euro alle armi nella prossima Finanziaria; il diritto allo studio che diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati; un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane.
Veniamo dall’estate più calda di sempre e ogni volta che piove le nostre città si allagano: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e non siamo preparati. Serve una transizione ecologica socialmente giusta, che non pesi sulle spalle dei più poveri. La lotta per arrivare alla fine del mese e quella contro la fine del mondo sono la stessa lotta.
Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili. Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Dal genocidio in Palestina alla guerra, dalla crisi climatica al carovita, abbiamo visto le cause di questa crisi, a cui nessuno, con il governo Meloni in prima fila, vuole dare risposta.
Contro una classe politica inadeguata e un’università chiusa in se stessa, le aule le riempiremo noi. Dalle università alle piazze: lo abbiamo fatto l’anno scorso, lo rifaremo quest’anno. Il 30 ottobre è sciopero generale: blocchiamo il Paese.
Mandiamo a casa il governo Meloni. Contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti”.
Conferenza stampa: domani, giovedì 22 ottobre, ore 11:30, sede di Porta di Massa dell’Università Federico II (via Porta di Massa 1, Napoli).


















