Botta e risposta in Consiglio Regionale sulla gestione dei fondi destinati alla diabetologia in Campania. Attraverso un’interrogazione (Question Time), il consigliere regionale Raffaele Maria Pisacane ha portato in Aula le istanze dell’Associazione Diabetici della Campania, criticando la delibera sui tetti di spesa.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, alla diabetologia viene destinato appena il 2% dei fondi della specialistica ambulatoriale, a fronte di una patologia che colpisce l’8% dei campani. Al centro dell’affondo del consigliere Pisacane, il mancato utilizzo di circa 850 mila euro di economie accumulate e inutilizzate dalle ASL di Caserta, Avellino e Salerno, utili per garantire 47 mila visite in più, e ha chiesto di applicare anche alla diabetologia la compensazione automatica tra centri già usata per dialisi e radioterapia per evitare che i budget delle strutture accreditate si esauriscano con largo anticipo rispetto alla fine dell’anno.
A rispondere all’interrogazione è stato il presidente della Giunta, Roberto Fico che ha la delega alla Sanità che ha spiegato che nessun fondo è stato perso. Gli 830 mila euro di avanzi di economie del 2025 sono confluiti, come da norma, nel fondo unico di riequilibrio regionale per coprire l’extra-produzione della specialistica precisando che la compensazione automatica per dialisi e radioterapia si giustifica col fatto che si tratta di cure salvavita non differibili erogate in gran parte da privati. La diabetologia, al contrario, si fonda sulla rete pubblica dei CAD (Centri Antidiabete) e dotati di team multidisciplinari (diabetologi, cardiologi, oculisti, podologi).
Fico ha ricordato che il tetto di spesa per la diabetologia è stato incrementato nel 2025 fino a 12,87 milioni di euro, dato confermato anche per il 2026. Il Presidente della Giunta regionale ha infine annunciato la roadmap per superare i problemi storici di programmazione: Verrà avviato un monitoraggio capillare dei dati di tutti i CAD pubblici, mappando pazienti presi in carico, prestazioni effettuate e livello di complessità, attraverso l’interconnessione delle cartelle cliniche informatizzate. I tetti di spesa dal 2027 non si baseranno più sulla “storicità” dei budget, ma sul reale fabbisogno del territorio e sui flussi di mobilità dei pazienti.


















