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La protesta prosegue, gli autotrasportatori non arretrano di un millimetro e se disagio doveva essere, disagio è stato ed è ancora.

Scaffali vuoti, distributori a secco, presidi continui e camion fermi al casello. Il Sud si è mosso rimanendo fermo.

Una situazione che, oltre alla mobilitazione e al sostegno, produce, però anche grande stress emotivo con momenti che si fanno via via sempre più tesi.

L’apice ieri sera al casello di Caianello, la barriera che apre alla Telesina, o la saluta dipende dalla percorrenza, dove un manifestante, con tanto di giubbotto catarifrangente, si è innalzato sugli altri e ha minacciato di darsi fuoco.

Un gesto forte, dimostrativo, la tanica che era ai suoi piedi non prometteva nulla di buono, salvo poi scoprirsi che era acqua e menta. 

L’esasperazione che potrebbe portare anche a conseguenze penali. L’uomo è stato identificato e nulla vieta che possa essere anche denunciato.

I messaggi che arrivano via social, il tam tam che testimonia ciò che sta accadendo in ogni angolo della Campania, ma anche il terreno fertile per chi sfrutta l’occasione per sovraesporsi, spesso con idee che vorrebbero divertire sui social, ma che invece hanno l’effetto contrario.

Il prezzo dell’eccesso di quei personaggi borderline che sfruttano i momenti col solo scopo di aumentare numeri, i proprio, e nient’altro.

Azioni dimostrative come, probabilmente, quella dell’onorevole Martusciello, giunto ieri sera a Caianello. La sua intermediazione ha sbloccato la situazione a Caianello, ma era necessario farsi immortalare con la paletta luminosa per dirigere il traffico?

Bastava che la politica facesse il suo, scendere a ascoltare le proteste per cercare una soluzione. Insomma tutto con la discrezione che serve, il resto appartiene solo al circo della visibilità.