Ventiquattro punti per mettere sotto accusa dieci anni di amministrazione Mastella a Palazzo Mosti. È lungo e articolato il cahier de doléances messo a punto da ApB, che torna all’attacco del sindaco Clemente Mastella e della sua squadra di governo, tentando di imprimere una svolta a una crisi politica e amministrativa che, secondo le opposizioni, avrebbe ormai raggiunto un punto di non ritorno.
L’iniziativa arriva in una fase particolarmente delicata per il Comune di Benevento, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto funzionari e dirigenti dell’ente. Proprio l’inchiesta rappresenta uno degli elementi centrali della contestazione politica, insieme alle numerose criticità amministrative denunciate dall’opposizione: dalla mensa scolastica alla gestione dei miasmi, dalle strisce blu alla destinazione dei relativi proventi, fino ai premi di produzione riconosciuti ai dirigenti comunali, tema che assume un significato ancora più controverso alla luce delle indagini in corso.
Un elenco di contestazioni che punta a mettere in discussione l’intero modello amministrativo costruito in questi anni. Sullo sfondo resta l’evoluzione dell’inchiesta giudiziaria, con possibili ulteriori sviluppi attesi a novembre, che potrebbero avere ripercussioni sugli equilibri politici e amministrativi di Palazzo Mosti. Intanto, per domenica sera è stata annunciata una manifestazione di protesta promossa dall’opposizione.
Nel pomeriggio, nella saletta di Palazzo Mosti, i consiglieri di ApB hanno illustrato le ragioni della loro iniziativa. Assente Vincenzo Sguera, è partito anche un appello ai colleghi del centrodestra Gerardo Giorgione, Luigia Piccaluga e Rosetta De Stasio, affinché si uniscano alla richiesta di interrompere l’esperienza amministrativa guidata da Mastella.
Ad aprire gli interventi è stato il consigliere Luigi Diego Perifano, che ha inquadrato la vicenda giudiziaria come un passaggio decisivo per il futuro dell’amministrazione comunale.
“Parliamo di un terremoto giudiziario che ha sconvolto amministrazione e città. Se le dichiarazioni rese dall’indagato Gennaro Santamaria saranno confermate, emergerà una rete diffusa di corruttela che ha operato indisturbata. Una cricca del malaffare”.
Pur richiamando la necessità di rispettare il principio di garanzia, Perifano ha sottolineato la gravità del quadro emerso finora e la necessità di una presa di posizione politica.
“Se un ex dirigente si è dichiarato reo confesso, sono circolate mazzette per centinaia di euro e l’amministrazione esterna solo stupore, senza alcuna indignazione né condanna, bisogna ragionare sul da farsi”. Il consigliere ha poi evidenziato le ricadute sull’attività amministrativa, sottolineando come quattro dei sette dirigenti comunali coinvolti abbiano contribuito, secondo la sua ricostruzione, a determinare una situazione di paralisi. Nel mirino anche la gestione delle strisce blu, le criticità della mensa scolastica e un apparato burocratico che, a suo giudizio, sarebbe stato piegato a interessi particolari, alimentando clientele e favoritismi. Da qui l’appello rivolto ai consiglieri di centrodestra: “Unitevi a noi in questa battaglia, che non ha colori politici ma nasce da un senso di responsabilità”.
Perifano si è detto fiducioso anche in un possibile sussulto di responsabilità da parte di esponenti della maggioranza, auspicando che l’intero Consiglio comunale prenda posizione su una situazione definita “non più sostenibile”. In ogni caso, ha assicurato, l’opposizione è pronta ad andare avanti anche contando soltanto sulle proprie forze. Infine, il messaggio diretto al sindaco: “Noi non odiamo nessuno, sbaglia Mastella ad attribuirci questo sentimento. A muoverci non è un’avversione personale, ma l’amore verso una città ferita, avvilita e disorientata”.
A intervenire è stato poi il consigliere comunale Giovanni De Lorenzo, che ha concentrato le proprie critiche sulla gestione della sosta e della mobilità cittadina. “Non esiste un piano traffico e parcheggi che affronti i cambiamenti della città e il tema della mobilità sostenibile”, ha osservato, denunciando l’aumento degli stalli a pagamento e la modifica di alcune disposizioni relative alla sosta, citando in particolare via XXV Luglio e piazza Pacca. Scelte che, secondo De Lorenzo, sarebbero indicative di una programmazione insufficiente e di una gestione incapace di affrontare in maniera organica le esigenze della città.
Sul fronte dei servizi e delle questioni ambientali è intervenuta Giovanna Megna, esponente di Avs, che ha indicato nella mensa scolastica uno degli esempi più evidenti delle criticità amministrative. “La questione della mensa scolastica è emblematica. Ci sono bambini che mangiano e altri no”. Megna ha richiamato le difficoltà ancora irrisolte legate al centro cottura di Ceppaloni e le conseguenze del divieto di consumare a scuola pasti portati da casa, una decisione che, ha sottolineato, ha avuto un impatto significativo sulle famiglie. Dalla refezione scolastica all’ambiente, il giudizio dell’esponente di Avs è stato altrettanto duro. Megna ha parlato di uno “stupro del territorio”, contestando la gestione degli impianti per la produzione di energia alternativa e del progetto relativo al biometano. Nel suo intervento ha inoltre denunciato una gestione definita “folle e tardiva”, richiamando il problema delle 17mila tonnellate di rifiuti da rimuovere.
A chiudere il quadro delle contestazioni è stato Francesco Farese, del Partito democratico, che ha posto l’accento sulla paralisi amministrativa e sulle responsabilità politiche dell’esecutivo cittadino. “La responsabilità è solo del sindaco Mastella e della sua amministrazione”, ha affermato, chiamando in causa le scelte compiute negli anni, a partire dalle nomine fiduciarie e dalla distribuzione degli incarichi dirigenziali. Secondo Farese, la concentrazione di numerose funzioni su un unico dirigente avrebbe contribuito a indebolire il funzionamento della macchina comunale. Nel mirino anche il presunto coinvolgimento di dirigenti nella campagna elettorale e, più in generale, una gestione amministrativa giudicata inadeguata. Critiche sono state rivolte anche alla programmazione delle opere pubbliche finanziate con il Pnrr, che, secondo il consigliere dem, sarebbe stata caratterizzata da ritardi, errori e scelte sbagliate.
Una serie di problemi che, nella lettura dell’opposizione, non rappresenterebbero episodi isolati, ma il risultato di un modello amministrativo ormai arrivato al capolinea. La richiesta politica è dunque chiara: allargare il fronte della contestazione, coinvolgere il centrodestra e aprire una fase nuova per Benevento. Con l’inchiesta giudiziaria a fare da sfondo e la manifestazione di domenica come prossimo appuntamento di una mobilitazione che punta a trasformare le critiche in una concreta alternativa di governo.


















