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I serbatoi a secco, la benzina introvabile e la viabilità paralizzata dai presidi dei camionisti. La protesta degli autotrasportatori, che sta bloccando le arterie stradali e mettendo in ginocchio la distribuzione del carburante, finisce per travolgere anche le aule del Palazzo di Giustizia di Avellino.

Raggiungere il Tribunale per una causa o un’udienza sta diventando un’impresa per decine di avvocati e difensori, tanto da spingere i vertici della magistratura irpina a correre ai ripari
A fronte del moltiplicarsi delle segnalazioni arrivate dal Foro locale, la Presidente del Tribunale, Francesca Spena, ha preso carta e penna indirizzando una circolare chiarificatrice a tutti i magistrati e ai Giudici di Pace del circondario. Il messaggio è chiaro: in un momento eccezionale serve un approccio improntato al buon senso e alla comprensione delle difficoltà oggettive.

I giudici sono stati quindi invitati a mostrare la massima elasticità nel valutare i ritardi delle parti in aula e nell’accogliere le eventuali richieste di rinvio dei processi, sia in campo civile che penale. L’unica accortezza richiesta ai legali impossibilitati a raggiungere le aule è quella di comunicare tempestivamente l’impedimento — e, laddove possibile, documentarlo — inviando una mail via PEC alle cancellerie, le quali provvederanno a loro volta a informare d’urgenza i giudici titolari del procedimento.

Un’attenzione particolare viene rivolta alle situazioni più delicate, come le udienze che coinvolgono misure cautelari o casi di motivata urgenza. In questi contesti, la raccomandazione è quella di trovare un punto di equilibrio continuo, garantendo la celerità del processo ma senza mai sacrificare il diritto di difesa dell’imputato.
Nessun “liberi tutti”, tuttavia: dalla Presidenza precisano chiaramente che non esiste alcuna sospensione generale dei termini o delle udienze. Una misura del genere, si ricorda nella nota, esula infatti dai poteri dei dirigenti degli uffici giudiziari.

La macchina della giustizia continua quindi a girare, ma con la consapevolezza che, di fronte al caos sulle strade, la flessibilità diventa uno strumento indispensabile per garantire l’equità delle udienze.