Carenza di gravi indizi di colpevolezza, relative ai dubbi sull’identificazione. Per questo il gip del tribunale di Napoli non ha convalidato tre dei cinque arresti, effettuati in relazione alla rissa al termine di Puteolana-Portici di domenica scorsa, ed al grave ferimento del tifoso ospite Mario Spedaliere. Per lo stesso motivo ha rigettato le tre richieste di misura cautelare in carcere, formulate dalla procura di Napoli. Per altri tre indagati minorenni procede la competente Procura.
Il gip Ambra Cerabona ha quindi disposto la scarcerazione di tre indagati maggiorenni. In particolare di un 18enne, ripreso dalle videocamere di sorveglianza solo nella fase precedenti agli scontri, davanti ad una pizzeria. Nel video degli scontri viene identificato come vestito di nero, indossante un giubbotto con due applicazioni bianche sulle spalle ed un logo davanti. Viceversa, sembrano mostrare altro le immagini provenienti dal sistema di videosorveglianza della pizzeria. Ovvero: indosserebbe un giubbotto tutto nero e scarpe scure (indumenti sequestrati presso la sua abitazione). AI contrario, nel video degli scontri la persona identificata nel 18enne avrebbe un giubbotto con i loghi bianchi, e calzerebbe scarpe chiare. Inoltre, le immagini della rissa non apparirebbero chiare, e non mostrerebbero mai il giovane in volto. Il 18enne ha comunque dichiarato di essere stato presente ai fatti, ma di non essersi accorto di quanto stava accadendo. Secondo la sua versione, si trovava sul marciapiede, intento a tornare a casa. E trovatosi di fronte ai tifosi del Portici, si sarebbe allontanato.
Il gip svolge considerazioni analoghe per un altro tifoso puteolano di 19 anni. È stato riconosciuto ritenendo che, al momento dei fatti, indossasse pantaloni chiari. Calzoni simili a quelli sequestrati in casa sua. Il giudice però evidenzia come, nell’abitazione, siano state sequestrate due paia di braghe: quella di una tuta beige ed un jeans slavato. Pantaloni non reputati simili a quelli indossati dall’uomo immortalato dalle videocamere della pizzeria. Quest’ultimo, viceversa, sembra indossare jeans grigi ed un cappellino. Anche qui, insomma, il gip non vede certezze.
Un discorso non diverso riguarda la terza persona liberata oggi. Si tratta di un 38enne tifoso del Portici, amico di Spedaliere. Secondo le forze dell’ordine, sarebbe l’uomo che strattona e spintona un ispettore di Polizia, in piazza Aldo Moro. Il supporter, difeso dal legale Emilio Coppola, è stato identificato durante il suo accesso al pronto soccorso dell’Ospedale di Pozzuoli. Nel verbale degli agenti, il 38enne indossava un giubbotto nero, al momento di aggredire il poliziotto. Ma per il gip non è chiaro come gli investigatori lo abbiano indicato anche tra i partecipanti alla rissa, dopo aver visto in un video di Tik Tok. Dalle immagini sul social, infatti l’uomo col giubbotto nero non verrebbe mai ripreso in faccia, proprio perché alle prese con la violenta zuffa. In aggiunta, lo stesso giubbotto nero non è ritenuto sufficiente a identificarlo. Tutti i rissanti, infatti, indossavano abiti scuri. Le indagini ripartono da qui, a caccia degli altri ultrà coinvolti negli incidenti.
LA RICOSTRUZIONE GIUDIZIARIA DEGLI SCONTRI
Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di Pozzuoli e dagli agenti della Questura di Napoli, all’esito di indagini definite complesse. Come non semplice appare la ricostruzione degli scontri, operata in sede investigativa. Le due tifoserie entrano in contatto a gara terminata, nella fase di deflusso dei mezzi dei tifosi ospiti. Il luogo: via Montenuovo Licola Patria, incrocio Via Campi Flegrei, nei pressi di un bar. In tale circostanza, alcune vetture giungono in Piazza Aldo moro, fermandosi all’improvviso. Dalle auto scende una ventina di tifosi del Portici, brandendo bandiere della squadra. Secondo gli investigatori, avrebbero cercato di raggiungere il gruppo dei tifosi avversari. Qui si registra il primo intervento delle forze dell’ordine. Nell’occasione, il 38enne scarcerato oggi avrebbe malmenato un ispettore, spintonandolo e prendendolo a calci.
Successivamente, il confronto tra tifoserie si sposta in Via Domitiana, incrocio Viale degli
Imperatori. Qui le schermaglie degenrano in una rissa tra decine di persone. Alcune di loro sono armate di oggetti contundenti. Lo scontro culmina nel ferimento di Mario Spedaliere. Il tifoso porticese viene colpito in testa con una mazza di legno, ricavata dalla gamba di una sedia. Poco dopo, il 34enne viene soccorso e trasportato in ospedale, quindi sottoposto ad intervento d’urgenza. Lì oggi è ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. Diagnosi: trauma cranico e conseguente emorragia cerebrale.















