A poche settimane dal quarantaseiesimo anniversario del terremoto del 23 novembre 1980, una storia di solidarietà e memoria riemerge a centinaia di chilometri dall’Irpinia. È quella di Enzo Ugolotti, un uomo che partecipò ai soccorsi a Senerchia e che oggi, dopo quasi mezzo secolo, vorrebbe ritrovare una ragazza estratta viva dalle macerie. Il suo nome sarebbe Liberata Sessa.
La vicenda è riaffiorata casualmente a Langhirano, in provincia di Parma, durante l’incontro tra alcuni irpini e il titolare di una salumeria del posto. Una conversazione sui prodotti tipici si è trasformata nel racconto di quei giorni drammatici. Ugolotti, che all’epoca addestrava cani da soccorso, partì dall’Emilia il 25 novembre 1980 per raggiungere le popolazioni colpite dal sisma. Dopo essere stato inizialmente indirizzato verso Potenza, raggiunse Senerchia, uno dei centri maggiormente devastati dal terremoto. Qui, insieme agli altri soccorritori, cominciò a scavare tra le macerie alla ricerca dei superstiti.
Tra le persone individuate c’era una giovane, probabilmente ventenne, ancora viva sotto le rovine. “Era viva. Le parlavo mentre scavavamo”, ha ricordato Ugolotti, ripercorrendo quei momenti. La ragazza venne liberata, ma da allora l’uomo non ha più avuto sue notizie.
Il ricordo del suo nome, Liberata Sessa, è rimasto impresso nella memoria del soccorritore. Secondo quanto raccontato, potrebbe essere stata una parente dell’allora sindaco del paese, circostanza ancora da verificare.
Da quell’incontro è nato un appello diffuso sui social, con l’obiettivo di rintracciare la donna o qualcuno che possa fornire informazioni sulla sua storia. La richiesta si rivolge soprattutto agli abitanti di Senerchia, Calabritto e della Valle del Sele, nella speranza che un familiare o un conoscente possa riconoscere il nome.
A 46 anni dalla tragedia che sconvolse l’Irpinia, la testimonianza di Ugolotti riporta alla luce anche il contributo dei tanti volontari arrivati da ogni parte d’Italia. Uomini e donne che scavarono per giorni, spesso a mani nude, nel tentativo di salvare quante più vite possibile.
Enzo non è mai tornato in Irpinia, ma quella ragazza non l’ha dimenticata. Oggi vorrebbe soltanto sapere che fine abbia fatto. Un desiderio rimasto sospeso per quasi mezzo secolo, che attraverso i social potrebbe finalmente trovare una risposta.















