Domenica alle 15, al Partenio-Lombardi, Avellino e Pisa torneranno ad affrontarsi nel campionato di Serie B. Una sfida importante per la classifica, con i biancoverdi di Alessandro Nesta chiamati a ritrovare una vittoria che manca da tre giornate. Ma il confronto con i nerazzurri riporta alla luce anche una delle storie più curiose del calcio italiano degli anni ottanta. Una vicenda fatta di calciomercato, sentenze e scherzi del destino, con protagonista Walter Schachner.
Per raccontarla bisogna tornare all’estate del 1986. Il Pisa del presidente Romeo Anconetani, retrocesso sul campo, si ritrovò momentaneamente ripescato in Serie A per effetto delle decisioni della giustizia sportiva legate allo scandalo del Totonero-bis. L’Udinese era stata inizialmente condannata alla retrocessione e i nerazzurri avevano così cominciato a programmare la nuova stagione nella massima categoria.
Tra i rinforzi individuati c’era proprio Schachner, attaccante austriaco reduce dall’esperienza al Torino. Il calciatore raggiunse la formazione toscana, partecipando anche agli allenamenti con la maglia del Pisa, giocando un’amichevole nel luglio 1986, dove segnò anche una doppietta. Il 28 agosto arrivò però il colpo di scena. La sentenza venne modificata: Udinese riammessa in Serie A con nove punti di penalizzazione e Pisa nuovamente destinato alla cadetteria. Un ribaltamento che mandò all’aria i programmi di Anconetani e, soprattutto, quelli di Schachner.
All’epoca, infatti, le società di Serie B non potevano ingaggiare nuovi calciatori stranieri, ma soltanto mantenere quelli già presenti in organico prima della retrocessione. L’attaccante austriaco, dunque, non poteva essere tesserato dai nerazzurri.
A quel punto si inserì l’Avellino, che riuscì a portare Schachner in Irpinia. L’operazione, secondo le ricostruzioni dell’epoca, si concluse sulla base di un miliardo di lire più il cartellino di Luca Cecconi. Un trasferimento nato da una vicenda giudiziaria, più che da una normale trattativa di mercato.
Ma la storia non finisce qui. Il destino avrebbe rimesso Schachner sulla strada del Pisa appena due anni più tardi. Il 24 aprile 1988, al Partenio, l’austriaco affrontò proprio la squadra che lo aveva accolto nell’estate del 1986. E fu lui a segnare il gol dell’1-0, regalando all’Avellino una vittoria pesantissima nella lotta per la salvezza.
Una sorta di scherzo del destino: il calciatore che il Pisa aveva già visto allenarsi con la propria maglia finì per condannare i nerazzurri sul campo, contribuendo al sorpasso in classifica dei biancoverdi. Quarant’anni dopo, quella fotografia torna ad assumere un significato particolare. Domenica il Partenio-Lombardi ospiterà una nuova sfida tra Avellino e Pisa, con appena tre punti a separare le due formazioni. I nerazzurri di Paolo Bianco arrivano in Irpinia a quota 15, mentre i lupi inseguono a 12, con la possibilità di agganciare gli avversari in classifica.
Una partita che vale punti importanti per il presente, ma che riapre anche una pagina singolare del passato. Schachner avrebbe dovuto scrivere la propria storia a Pisa. Invece, per una decisione della giustizia sportiva, finì per scriverne un capitolo ad Avellino. E proprio contro il Pisa.
















