Tempo di lettura: 2 minuti

Studenti in piazza ad Avellino contro le politiche del Governo, ma la partecipazione è decisamente contenuta. Poche persone hanno preso parte alla manifestazione nel capoluogo irpino, tra slogan, rivendicazioni sociali e l’annuncio di nuove mobilitazioni. Al centro della protesta il caro vita, l’aumento delle tasse, gli affitti insostenibili e i salari bassi. Una giornata caratterizzata da una presenza numericamente limitata, ben lontana da quella registrata nelle precedenti iniziative, e dall’assenza degli agricoltori.

A rilanciare la mobilitazione è Antonio Marzio Liuzzi, coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti, che conferma la volontà di proseguire la protesta sul territorio irpino. “Confermiamo lo stato di mobilitazione permanente che abbiamo lanciato per questa provincia”, sottolinea, ricordando la partecipazione registrata nelle precedenti manifestazioni e dichiarandosi fiducioso per i prossimi appuntamenti.

Una piazza poco partecipata, dunque, che non sembra aver risposto alle aspettative degli organizzatori. Nel mirino degli studenti finiscono soprattutto le scelte dell’esecutivo, accusato di non affrontare concretamente le difficoltà quotidiane dei cittadini. Liuzzi richiama anche le recenti manifestazioni nazionali, interpretandole come il segnale di una crescente insofferenza nei confronti del Governo.

A pesare sul bilancio della giornata anche l’assenza degli agricoltori, che non hanno preso parte alla protesta. Un elemento che, insieme alla scarsa affluenza, restituisce l’immagine di una mobilitazione sottotono rispetto alle ambizioni degli organizzatori, intenzionati ad ampliare il coinvolgimento delle diverse categorie sociali e produttive.

Lo sguardo è ora rivolto al 20 novembre, quando è prevista una nuova mobilitazione in occasione dello sciopero generale e della protesta internazionale degli studenti. “Dobbiamo dimostrare che c’è una parte di questo Paese che non si arrende a questo Governo. Dobbiamo lottare per i nostri diritti, per il nostro futuro”, è il messaggio lanciato dalla piazza.

La sfida, adesso, sarà trasformare gli appelli alla partecipazione in una presenza più consistente alle prossime manifestazioni. La mobilitazione prosegue, ma il dato emerso dalla piazza di Avellino resta quello di un’affluenza ridotta, con pochi studenti presenti e il mondo agricolo assente.