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Soffia un forte vento di crisi sulla giunta comunale di Volla guidata dal sindaco Giuliano Di Costanzo. C’entra, e non poco, il recente maxi-sequestro operato dalla Procura di Nola nel complesso “Volla Evolution”: una struttura immobiliare da centocinquantuno unità tra appartamenti, uffici e locali commerciali, per un valore stimato che sfiora i quarantacinque milioni di euro, edificata sui terreni all’amianto dell’ex Sacelit (ex cementificio situato in un’area classificata come industriale D1).

Con un post al vetriolo pubblicato sui social, Pasquale Petrone — politico di lungo corso, promotore della lista Moderati per Volla e vero regista dell’alleanza di governo che ha consentito al centrosinistra di vincere le elezioni — ha bocciato senza mezzi termini l’operato dell’amministrazione vesuviana. Attraverso una durissima presa di posizione pubblica, Petrone sembra aver voluto sancire la fine dell’esperienza del “Patto per Volla”, la galassia di centrosinistra e forze civiche composta da Partito Democratico (PD), Moderati per Volla, FreeVolla, Volla Libera ed Europa Verde-Sinistra Italiana, denunciando una delle pagine più tristi e buie della storia politica locale.

L’architetto politico della coalizione ha accusato la maggioranza e il primo cittadino di aver tradito le linee programmatiche fondative iscritte a pagina 2 del programma elettorale: la lotta serrata alla cementificazione selvaggia, la tutela del territorio e il rigore amministrativo contro la speculazione edilizia. L’azione di governo, a suo dire, non ha dato alcun segnale di discontinuità rispetto al passato, mantenendo inalterate le vecchie logiche. Nel mirino di Petrone è finita anche la gestione personalistica dei lavori d’aula curata dal Presidente del Consiglio Vincenzo Manfellotti, reo di aver imbavagliato, nell’ultima seduta consiliare di venerdì 30 ottobre, la capogruppo dei Moderati, Simona Mauriello, impedendole di parlare e di contestare alcune irregolarità.

E mentre Volla finisce nuovamente nei titoli dei TG nazionali, la seduta del Consiglio comunale avrebbe dovuto lanciare un segnale inequivocabile sulla direzione da prendere. Petrone ha così lanciato l’ultimatum decisivo: il Patto per Volla non è nato per vestire la vecchia politica con abiti nuovi, e se la maggioranza non ha la forza o la volontà di mantenere le promesse di legalità fatte agli elettori, l’unica strada restano le immediate dimissioni e lo scioglimento della consiliatura.

La giunta guidata dal sindaco Giuliano Di Costanzo appare dunque a un passo dal baratro. La bufera sui fabbricati abusivi — che lascia nell’angoscia centinaia di famiglie — ha trovato nell’assisa comunale un surreale teatro di scontro e paralisi istituzionale. Per la prima volta nella storia recente della cittadina alle falde del Vesuvio, l’assemblea pubblica si è svolta “al buio”, priva di registrazioni foniche o riprese video con la consueta giustificazione dell’assenza di fondi; un espediente che ha lasciato la cittadinanza all’oscuro di quanto stesse realmente accadendo tra i banchi di un’aula infuocata.

Il paradosso si è consumato sui punti 14 e 16 all’ordine del giorno, due provvedimenti cruciali in materia edilizia dedicati alla regolamentazione della monetizzazione degli standard urbanistici e allo schema di convenzione per le aree ZES. L’opposizione — trainata dal lavoro tecnico dell’ingegnere Antonio Neri per Fratelli d’Italia (FdI) e dal sostegno del consigliere Gianluca Pipolo — in modo responsabile e collaborativo aveva depositato emendamenti migliorativi che hanno incassato perfino il parere favorevole del Segretario comunale, risanando gli atti sotto il profilo della legalità e mettendoli in condizione di essere approvati nel corso della seduta. Ma di fronte al lavoro della minoranza, dopo una prima sospensione di 45 minuti contrassegnata da urla, caos e dall’allontanamento del pubblico, la maggioranza è andata letteralmente nel panico: anziché votare i testi corretti, ha scelto l’auto-sabotaggio e la ritirata strategica, ritirando i punti e bloccando l’intero iter.

Tra i numerosi commenti al post-aut aut di Petrone, quello più tranchant porta la firma di Christian De Luca, ex consigliere comunale di Potere al Popolo nella scorsa consiliatura: “Non si può cambiare il modo di fare politica sostenendo le stesse famiglie, gli stessi attori e registi di sempre. Sui contenuti sono d’accordo, ma tutte queste conseguenze erano già ampiamente prevedibili”.

Intanto, per venerdì 6 novembre è stato promosso un incontro con la cittadinanza in cui diversi esponenti della scena politica e istituzionale cittadina tenteranno di fare chiarezza su quanto accaduto nella vicenda “Volla Evolution”. L’assemblea pubblica, moderata dalla giornalista Mariarita Borruto, vedrà gli interventi degli ex presidenti del Consiglio comunale Francesco Molisso e Ivan Aprea, insieme al penalista Luca Viscovo, e si terrà alle ore 18:30 presso il Teatro Aprea di Piazzale Vanvitelli.