Tempo di lettura: 3 minuti

Caserta Decide e Speranza per Caserta convocano un presidio per il 18 novembre, dalle 14.30, sotto la sede della Provincia di Caserta, in Piazza della Costituzione 1 (area ex Saint Gobain), nel giorno in cui è attesa la seduta conclusiva della conferenza dei servizi sul progetto di impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi (inerti) nella ex Cava Iuliano, in località San Clemente.

La scelta del luogo è chiaramente politica. Nelle prime due sedute di conferenza dei servizi ASL, Arpac, Reggia di Caserta, Soprintendenza e Polizia Locale hanno espresso parere sfavorevole. La Provincia di Caserta, a trazione zanniniana, ha invece tenuta aperta la porta alla realizzazione dell’impianto con un parere interlocutorio. Il procedimento è principalmente tecnico, ma dalla politica ci si aspettano opinioni e prese di posizioni chiare. Il centrodestra provinciale e il parlamentare Zinzi sono ambigui sul futuro dei Tifatini. Noi no.

Ci sembra giusto ringraziare la Commissione Straordinaria che governa Caserta, che smentendo le prime notizie trapelate dalla conferenza dei servizi, ha fatto sapere di essere contraria all’impianto. Chiediamo che chi ha responsabilità istituzionali sul territorio faccia lo stesso.

Le ragioni del no sono nei documenti. Ci viene detto che si tratta di un recupero ambientale, ma la stessa relazione della società proponente prevede un impianto di gestione di rifiuti sul piazzale della cava. L’Arpac ha osservato che non è dimostrato il nesso funzionale tra l’impianto e il recupero del sito, né che operi a circuito chiuso, e che il progetto somiglia a un impianto autonomo di gestione dei rifiuti, con possibile funzione commerciale. L’area si trova a circa 500 metri dalle abitazioni e da un pozzo dell’Acquedotto Campano, vicino al nuovo Policlinico dell’Università Vanvitelli, ed è classificata R4, rischio frana molto elevato. Restano poi le preoccupazioni per traffico pesante, polveri e ricadute sulla salute dei residenti di un quartiere che da decenni convive con le conseguenze delle attività estrattive.

La Regione Campania, con la Legge Regionale n. 35 del 2025, ha già indicato la strada per le cave della dorsale dei Tifatini: stop a nuove attività estrattive e riqualificazione ambientale. Le indagini e il sequestro della vicina Cava Luserta ci ricordano quanto sia necessario vigilare.

“Le cave devono essere recuperate, rinverdite e restituite alla comunità, non trasformate nell’ennesima occasione per movimentare rifiuti. Il 18 novembre saremo sotto la Provincia per chiedere rigore, trasparenza e una rigenerazione vera del territorio”, dichiarano Caserta Decide e Speranza per Caserta.

L’invito è rivolto a cittadini, comitati, associazioni e forze politiche e sociali che condividono lo stesso obiettivo: no agli impianti nelle cave, sì alla rigenerazione ambientale e al parco dei Colli Tifatini.