Diciamolo alla napoletana, senza giri di parole. Per le Regioni che hanno coniato espressione e tradizione del pacco da giù, quest’ anno tornare a casa a Natale è “nu pacc”. Una fregatura.
È il paradosso del caro-voli che ogni dicembre trasforma il rientro in famiglia in un lusso e che quest’anno registra picchi critici per studenti e lavoratori che dal Nord Italia o dall’Europa devono rientrare al Sud.
Il dato regionale da cui partire è solido e preoccupante. Sono circa 40.000 i giovani campani fuorisede che a Natale tornano a casa. Lo dice l’incrocio tra due flussi certificati. La componente universitaria, quantificata dall’Osservatorio MUR è di 28.058 studenti iscritti in atenei di altre regioni, di cui oltre il 90% rientra. A questi si aggiungono tra i 12.000 e i 15.000 professionisti partiti negli ultimi 5 anni, calcolati su dati Istat e Rapporto Svimez. La Campania trattiene l’85% dei suoi diplomati, ma li perde dopo la laurea.
E per tornare devono pagare. Caro. Le tariffe di sola andata da Milano o Torino verso il Sud per i giorni clou vanno da 300 a 430 euro. Milano – Reggio Calabria fino a 430 euro, Milano – Trapani da 383 euro, Torino – Brindisi 349 euro, Torino – Palermo o Milano – Catania circa 342 euro con punte oltre 427 euro, Milano – Foggia 330 euro, Milano – Crotone 308 euro. Dati Codacons che superano abbondantemente ogni soglia critica.
Il risultato è il famoso ping pong dei cieli. Per risparmiare dal 30 al 60% molti ragazzi fanno scalo a Tirana o Budapest per tornare a Napoli. Un controsenso che le compagnie chiamano dynamic pricing e che sulle rotte secondarie verso gli aeroporti minori del Sud diventa monopolio di fatto, aggravato da carburanti e inflazione.
E provincia per provincia il quadro è ancora più critico.
Napoli fa la parte del leone con il 52% del flusso, circa 20.800 giovani, soprattutto professionisti under 35 rientranti da Europa e UK e studenti dei grandi hub del Nord. Salerno segue con il 22%, circa 8.800 rientri, tra universitari iscritti in Toscana, Lazio ed Emilia e lavoratori specializzati. Caserta vale il 14%, circa 5.600 persone, equamente divise tra pendolarismo verso Roma e Milano. Poi le interne, dove l’impatto è più forte. Avellino, 6% con 2.400 ragazzi, e Benevento, 6% con 2.400 under 25, vivono a Natale il ripopolamento più visibile dei piccoli borghi, dopo un anno di svuotamento giovanile.
Insomma, la Campania conferma i 40.000 talenti che sono scappati dalle loro province. Ma non ne assicura i rientri. Per tutti tornare costerà molto più di ripartire.




















