Il Napoli perde ancora. E questa volta il risultato pesa come una resa: 4-1 sul campo del Porto, settima sconfitta nelle prime quattordici partite stagionali. La squadra di Massimiliano Allegri ha perso la metà delle gare disputate tra campionato e Champions. Un bilancio che rende sempre meno credibile l’idea di una crisi passeggera.
Al Dragão arriva un altro colpo alle ambizioni europee degli azzurri. Il Porto conquista la sua prima vittoria in questa Champions dopo aver perso contro Manchester City, Betis e Psv. Il Napoli, invece, resta fermo a tre punti: dopo le sconfitte con Arsenal e Villarreal, il successo casalingo contro il Bodo/Glimt aveva riaperto la corsa. La trasferta portoghese la complica di nuovo.
La partita si mette subito in salita. All’11’ Bednarek porta avanti i padroni di casa con un colpo di testa, costringendo gli azzurri a inseguire. Il Napoli trova però il pareggio prima dell’intervallo: al 43’ McTominay interviene sulla respinta di Diogo Costa e firma l’1-1. Un gol che restituisce agli uomini di Allegri la possibilità di affrontare la ripresa con il risultato ancora aperto. L’equilibrio si spezza nella seconda parte di gara. Gabri Veiga riporta avanti il Porto, poi all’80’ Kiwior segna il 3-1. Nel finale arriva anche il rigore trasformato da Samu Aghehowa per il definitivo 4-1. Il fallo da penalty costa l’espulsione a Rafa Marín. Dalla speranza riaccesa da McTominay, il Napoli passa così a una sconfitta dalle dimensioni pesanti, incassando tre reti dopo il riposo.
Il problema è la continuità delle cadute. La vittoria di Monza aveva restituito fiducia, ma sono bastate le trasferte contro Juventus e Porto per riportare il Napoli dentro le sue difficoltà. Il 4-1 ottenuto in Brianza è stato seguito dal 2-0 subito a Torino e ora da quattro reti incassate in Portogallo. In Champions il conto è particolarmente severo: tre sconfitte in quattro giornate e undici gol subiti. Anche l’unica vittoria, il 4-3 contro il Bodø, era arrivata concedendo molto. Segnare quattro reti al Maradona aveva permesso di conquistare punti indispensabili, ma non aveva risolto la fragilità che accompagna il cammino europeo.
Le assenze hanno ridotto le possibilità di scelta di Allegri, arrivato a questa partita con una difesa in emergenza. Il tecnico ha riproposto Beukema, Rrahmani e Rafa Marín, recuperando De Bruyne e Hojlund dal primo minuto. Ma il tema, ormai, supera la disponibilità dei singoli. Sette sconfitte in quattordici incontri impongono una valutazione complessiva sul lavoro dell’allenatore e sul rendimento della squadra.
La qualificazione europea resta da giocare, ma il margine si assottiglia. A metà della fase campionato gli azzurri hanno raccolto una sola vittoria. E il dato stagionale è ancora più difficile da accettare: una partita persa ogni due. Per il Napoli, a novembre, è già un’emergenza.
PORTO-NAPOLI 4-1
Marcatori: 11’ Bednarek (P), 43’ McTominay (N), 71’ Gabri Veiga (P), 80’ Kiwior (P), 89’ Samu (P).
Porto (4-3-3): Diogo Costa; Martim Fernandes (67’ Sanusi), Bednarek, Kiwior, Alberto Costa; Gabri Veiga (78’ Hwang In-Beom) , Rosario, Froholdt; Borja Sainz (67’ Giménez), André Silva (56’ Samu), Pepê (78’ Fofana). A disp.: Clàudio Ramos, João Costa, Nehuén Pérez, Varela, Souza, Francisco Moura, Pietuszewski. All: Farioli
Napoli (3-5-1-1): Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Politano (81’ Lucca), Anguissa (78’ Lang), Gilmour, McTominay, Vergara (78’ Giovane); De Bruyne; Hojlund. A disp.: Contini, Milinkovic-Savic, Chiummarello, Lieto. All: Allegri.
Arbitro: Oliver
Ammoniti: Vergara (N), Anguissa (N), Rrahmani (N), McTominay (N), Gabri Veiga (P).
Espulsi: 89′ Rafa Marin (N).




















