Ci sono tragedie che lasciano un vuoto impossibile da colmare, parole che si spezzano in gola e immagini che nessuna mente umana dovrebbe mai trovarsi a elaborare. Il Vallo di Lauro oggi piange la scomparsa del piccolo Christian, un bambino di soli dieci anni originario di Moschiano, la cui vita è stata spezzata in un pomeriggio che doveva essere come tanti, sospeso tra il gioco e la spensieratezza della sua età.
Il dramma si è consumato lungo la strada che collega Moschiano alla vicina Quindici. Christian era in sella al suo minicross e indossava regolarmente il casco. Davanti a lui, a fargli da guida e da scudo, c’era l’auto del suo papà. Un viaggio breve, una passione condivisa, interrotta in un battito di ciglia dall’impatto fatale con un’altra vettura.Unatragedianellatragedia.
Papà Gianluca ha visto tutto dallo specchietto retrovisore. Ha assistito impotente alla scena più devastante per un genitore: il contatto tra i mezzi, il volo di diversi metri del figlio e la caduta nella cunetta a bordo strada. Lo shock dell’uomo è stato immediato, totale, un dolore sordo che ha squarciato il pomeriggio.
I soccorsi sono stati allertati immediatamente dagli stessi occupanti dell’auto coinvolta, anch’essi sotto shock. In pochissimi minuti la macchina dell’emergenza si è attivata: gli operatori del 118 hanno tentato disperatamente di rianimare Christian per lunghi, interminabili minuti. Un’eliambulanza era già atterrata a Quindici, pronta a volare verso l’ospedale. Ma il cuore del piccolo non ha mai ripreso a battere.
Sul posto sono giunti la madre e elanonnadelpiccolo,travolti da un dolore indicibile unito in un unico, straziante pianto. Le urla spezzate della nonna.
Per proteggere la dignità del piccolo dagli sguardi dei passanti durante i rilievi del medico legale, è stata tesa una coperta bianca. Verso le sedici, una bara dello stesso colore ha accolto Christian per il trasferimento al Reparto di Tanatologia dell’ospedale Moscati di Avellino, dove la salma rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
I Carabinieri della Stazione di Lauro e i militari della Compagnia di Baiano sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Tutti i veicoli sono stati sequestrati, e risposte decisive potrebbero arrivare dalle testimonianze dei presenti e dalle telecamere di videosorveglianza della zona.
Ma oltre i rilievi tecnici, resta il dramma umano di una famiglia distrutta e di un intero paese che si stringe attorno a una madre, a un fratello e, soprattutto, a un padre condannato a convivere con il ricordo di quell’ultimo, fatale secondo.
Il piccolo oltre ai genitori, lascia anche un fratellino poco più grande di lui.




















