Tempo di lettura: 2 minuti

Si avvia verso la conclusione il processo sulle presunte irregolarità nei pagamenti e nella gestione dei turni presso l’ASL di Avellino.

La Procura ha formalizzato le richieste: chieste tre condanne e un’assoluzione per i protagonisti della vicenda che ha scosso la sanità irpina.
Il Pubblico Ministero Vincenzo Del Mauro ha delineato un quadro accusatorio preciso
durante l’ultima udienza, ricostruendo quello che è stato definito un “sistema” volto a
gonfiare artificialmente le buste paga attraverso l’inserimento di ore lavorative mai
effettuate. Al centro dell’inchiesta, episodi di peculato e falso ideologico che avrebbero
sottratto ingenti risorse alle casse pubbliche.

“Un dato materialmente impossibile: in un solo mese, a un medico sono state attribuite
1.068 ore di lavoro. Significa una media di oltre 35 ore al giorno.”

Proprio questo paradosso matematico, registrato nel dicembre 2018, è diventato il
simbolo dell’inchiesta. Secondo l’accusa, le anomalie non erano semplici errori materiali,
ma il frutto di una frode sistematica che solo in un secondo momento, a seguito di
controlli interni, veniva parzialmente corretta (riportando, nel caso citato, le ore a 168).
Tuttavia, per il magistrato, il meccanismo era già consolidato e mancava un controllo
effettivo da parte degli uffici amministrativi preposti.

Nello specifico, la Procura ha chiesto la condanna per tre imputati, ritenuti responsabili
delle alterazioni dei registri e dell’incasso di somme non dovute. Per un quarto soggetto,
invece, è stata sollecitata l’assoluzione, non essendo emersi elementi sufficienti a
provarne il coinvolgimento diretto o la consapevolezza del dolo.

L’ASL di Avellino, costituitasi parte civile nel processo, attende ora la sentenza per
l’eventuale recupero delle somme indebitamente erogate. La difesa, dal canto suo, punta
a dimostrare la buona fede dei propri assistiti e l’assenza di un disegno criminoso,
derubricando i fatti a disattenzioni amministrative o a una gestione farraginosa del
sistema di rilevazione presenze.

La decisione finale del tribunale è attesa nelle prossime settimane, quando i giudici si
riuniranno in camera di consiglio per emettere il verdetto su uno dei casi più discussi di
presunta mala gestione della cosa pubblica nel territorio irpino.