Un weekend che ha saputo fondere l’arcaica forza dei riti arborei con la solennità della fede cristiana. Mugnano del Cardinale ha celebrato l’edizione 2026 della Festa del Maio, l’omaggio tradizionale che la comunità rende a Santa Filomena in occasione della festività per la sua nascita. Un evento dove il confine tra sacro e profano si è dissolto in un’unica, corale manifestazione di appartenenza.
Il rito ha vissuto i suoi momenti più spettacolari lungo le strade cittadine, dove i veicoli hanno trascinato i maestosi tronchi di faggio — i cosiddetti “Maio” — tra le ali di folla e le grida di devozione. A dare un segno di rinnovata vitalità alla tradizione sono stati quest’anno i ragazzi del Forum dei Giovani, che hanno curato l’accoglienza estetica del paese abbellendo la via principale con palloncini colorati: un tocco di freschezza che ha sottolineato il legame indissolubile tra le nuove generazioni e le radici locali.
Mentre il fragore dei motori e la festa popolare animavano le piazze, il silenzio orante ha avvolto il Santuario di Santa Filomena. Qui si sono svolti i solenni appuntamenti religiosi, cuore pulsante della devozione, alla presenza del rettore don Giuseppe Autorino e di mons. Francesco Marino, vescovo di Nola. Il Vescovo, con la sua partecipazione, ha suggellato il valore spirituale di una festa che, pur nutrendosi di gesti antichi e popolari, ritrova nella liturgia il suo significato più profondo.
Tuttavia, il segnale più potente di continuità è arrivato dalle squadre dei bambini. Piccoli “squadrati” crescono: la presenza di gruppi di giovanissimi impegnati nei riti del Maio ha rappresentato il vero cuore pulsante del weekend. Vedere i bambini partecipare attivamente, apprendendo i gesti e i tempi di una tradizione secolare, ha garantito simbolicamente che il legame con Santa Filomena resterà vivo anche nelle generazioni future.
L’edizione appena conclusa si consegna agli archivi come una delle più partecipate, capace di far convivere armoniosamente l’entusiasmo giovanile, la perizia tecnica dei trasportatori e la guida autorevole della Chiesa. Mugnano si conferma così custode di un patrimonio unico, dove il legno del Maio continua a essere il ponte ideale tra la terra e il cielo.
















