Non è il volto della resa, ma quello del rammarico profondo. Gennaro Di Carlo, tecnico dell’Unicusano Avellino Basket, si presenta in sala stampa dopo il ko contro l’Unieuro Forlì con un’analisi che non lascia spazio a interpretazioni: la partita si è persa nei dettagli offensivi e in una gestione dei possessi che ha tradito i lupi nel momento del bisogno.
Nonostante il punteggio punisca Avellino, Di Carlo rivendica l’identità combattiva dei suoi. Per lunghi tratti, la pressione sulla linea di passaggio e gli “show” difensivi hanno mandato in tilt l’attacco romagnolo. Eppure, il castello costruito nella propria metà campo è crollato sotto il peso degli errori dall’altra parte del parquet.
“Abbiamo sbagliato scelte in maniera abbastanza grossolana nei primi due quarti”, ha ammesso il coach. “Sia nel decidere se correre in transizione che nel gestire situazioni banali di soprannumero, come due contro uno o tre contro due. Troppi errori da sotto che potevano mettere la partita su un binario differente”.
Secondo il tecnico biancoverde, l’incapacità di concretizzare ha avuto un effetto domino sul morale della squadra. “Siamo un gruppo che tende a perdere fiducia quando l’attacco funziona male”, ha spiegato Di Carlo, sottolineando come l’incertezza iniziale di Forlì sia svanita proprio grazie ai regali irpini.
“C’è rammarico perché sappiamo che potevamo fare una partita migliore”, conclude amaramente Di Carlo. Se nelle ultime uscite la fortuna aveva sorriso ad Avellino nei finali in volata, stavolta la squadra torna in Irpinia con la consapevolezza che, a questi livelli, ogni errore di lettura si paga a caro prezzo.

















