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Nel giorno conclusivo della campagna elettorale, Stefano Bandecchi ha scelto Avellino per un intervento dai toni diretti e senza filtri, affrontando due temi centrali: la sfiducia dei giovani nella politica e la drammatica condizione sanitaria della Campania.

Apre il suo discorso parlando della libertà di voto e del distacco dei più giovani dalle istituzioni: “Il fatto che i giovani non abbiano fiducia nella politica ci fa capire un concetto semplice: se non abbiamo fiducia in un amico, qualcosa è successo” ha spiegato, sottolineando come negli ultimi trent’anni la politica abbia smesso di offrire risposte credibili  .

Il nodo sanitario: “Un cinquantenne campano equivale a un settantenne del resto d’Italia” Il momento più duro arriva quando Bandecchi affronta il tema dell’inquinamento e dello stato di salute dei cittadini campani. Citando una statistica letta “il giorno prima” del Ministero della Sanità, lancia un allarme inquietante:

“Non è solo che in Campania si muore quattro anni prima rispetto al resto d’Italia. La cosa più allucinante è che chi vive in Campania ha gli stessi problemi a 50 anni degli uomini che in Italia li hanno a 70. Un cinquantenne campano equivale a un settantenne del resto d’Italia”  .

Un dato che definisce “mostruoso”, utilizzato per denunciare decenni di immobilismo e promesse disattese. Il paragone con Terni: “Dieci anni di parole sull’acciaieria, e i problemi restano”

Per spiegare quanto sia difficile intervenire sull’inquinamento senza azioni concrete, Bandecchi cita la sua esperienza da sindaco di Terni: “A Terni abbiamo un’acciaieria, quindi di inquinamento ce ne intendiamo. Sono dieci anni che parlano di migliorare la situazione, ma abbiamo tantissimi problemi di tumori polmonari e anche di ragazzi che purtroppo hanno problemi mentali”.

Un paragone scelto per evidenziare come, anche dove si promettono interventi, spesso restino solo parole. La richiesta del pubblico: “Trent’anni che ci raccontano balle”

Dal pubblico arriva una domanda che condensa il malessere diffuso: “Tutti dicono che risolveranno i problemi della Campania, ma sono trent’anni che ci raccontano questa bugia e la regione è rimasta così”  .