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Il fischio finale contro la Sampdoria sancisce molto più di una vittoria: è la conferma che l’Avellino di Raffaele Biancolino ha trovato un’anima, un leader e una classifica che inizia a farsi interessante. Il 2-1 del “Partenio-Lombardi” porta la firma d’autore di Gennaro Tutino, l’uomo più atteso, capace di caricarsi sulle spalle l’attacco nel momento del bisogno.

Nel post-partita, il tecnico biancoverde ha messo subito l’accento sulla prova del suo numero sette: “Sono contento per Gennaro”, ha esordito Biancolino. “Un attaccante soffre maledettamente quando non riesce a essere decisivo, ma lui è rimasto sul pezzo, mettendosi a disposizione dei compagni e della piazza. Ha risposto presente quando l’Avellino ne aveva più bisogno”.

Nonostante il successo, il “Pitone” mantiene il suo profilo esigente, bacchettando la squadra per qualche calo di tensione di troppo: “L’episodio del rigore non mi è piaciuto e abbiamo concesso troppi tiri. Non mi accontento e non possiamo permettercelo se vogliamo puntare in alto”. Parole che sanno di leadership, unite alla soddisfazione per il ritorno in campo di Armellino, ritenuto fondamentale per gli equilibri della mediana.

Con questo successo l’Avellino sale a quota 25, un bottino che per Biancolino rappresenta una base solida ma non il massimo raggiungibile: “Siamo a 25, ma per quanto espresso in campo potevamo stare ancora più in alto. Resta comunque un valore decisivo per il nostro cammino”.

Il momento più toccante della conferenza è stato il riferimento alle recenti tensioni e alle lacrime di Bolzano, che hanno segnato il rapporto tra il tecnico e la dirigenza: “C’è un profondo rispetto per questa proprietà. Abbiamo avuto confronti pesanti, è vero, ma da famiglia vera ci siamo chiesti scusa. Se siamo qui è perché abbiamo saputo uscirne con forza, restando uniti”.

C’è spazio anche per la lavagna tattica, con Biancolino che rivendica la paternità della giocata che ha coinvolto Palumbo: “Nulla è per caso, è una soluzione provata e riprovata in allenamento. Lavoriamo sulle nostre qualità perché sappiamo quanto valgono”.