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Il Tribunale di Avellino ha assolto Gaetano Ronga, 30 anni di San Martino Valle Caudina, noto alle forze dell’ordine, imputato per violazione delle misure cautelari del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla compagna convivente e di allontanamento dalla casa familiare. La decisione è arrivata accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Vittorio Fucci, che ha sostenuto l’innocenza dell’imputato nel procedimento relativo alla presunta violazione delle misure.

Ronga era stato inizialmente sottoposto alle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla compagna convivente. Nel luglio del 2021, in seguito a un aggravamento per presunta violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, era stato collocato agli arresti domiciliari. In primo grado, assistito da un altro difensore, l’uomo era stato condannato alla pena di tre anni di reclusione con l’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna convivente, con condotte che, secondo l’impianto accusatorio, si sarebbero protratte a partire dal 2019.

La situazione giudiziaria si è però ribaltata nel giudizio di secondo grado. Il collegio della quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, accogliendo le tesi dell’avvocato Vittorio Fucci e riformando la sentenza di primo grado, ha assolto Ronga dai reati contestati con la formula “perché il fatto non sussiste”. Contestualmente è stata revocata la misura cautelare, con la remissione in libertà dell’imputato.

Nonostante l’assoluzione nel processo principale, restava ancora pendente il procedimento relativo alla presunta violazione delle misure cautelari, considerato reato autonomo. Proprio su questo punto si è pronunciato oggi il Tribunale di Avellino, che ha nuovamente accolto la linea difensiva dell’avvocato Fucci, pronunciando l’assoluzione anche in questo procedimento.

Secondo quanto emerso, l’assoluzione si inserisce in una serie di decisioni favorevoli ottenute da Ronga in diversi procedimenti giudiziari. Molti di questi processi riguardano contestazioni legate a presunte violazioni delle misure cautelari disposte nell’ambito delle indagini sui fatti originariamente contestati nei confronti della compagna convivente.