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Una lunga riflessione sullo stato di salute del calcio italiano, tra denunce, proposte e uno sguardo anche all’Avellino di Alessandro Nesta. A margine della presentazione de “Il libro nero del calcio italiano“, svoltasi oggi alla libreria Mondadori del Terminal Bus di Avellino, Michele Criscitiello ha parlato ai microfoni della stampa affrontando i principali temi contenuti nel volume edito da Piemme.  All’incontro, moderato dal giornalista Norberto Vitale, hanno preso parte anche l’avvocato Angelo Maietta, docente di Diritto dello Sport, e Mario Giuffredi, agente FIFA e fondatore della MARAT Football Management, che hanno dialogato con Michele Criscitiello sui temi affrontati nel volume.

Il direttore di Sportitalia ha spiegato innanzitutto il motivo della scelta di partire proprio da Avellino per la presentazione del libro. “È una tappa importante perché questo è un libro di denuncia, ma anche di proposte. Non ci siamo limitati a raccontare ciò che non funziona: abbiamo cercato di indicare anche possibili soluzioni. Oggi il calcio italiano ha un problema di fondo, il sistema non funziona più e chi pensa che abbiamo già toccato il punto più basso si sbaglia. Se nulla cambierà, il peggio arriverà nei prossimi due anni”.

Criscitiello ha poi raccontato la nascita dell’opera, spiegando come l’idea sia arrivata dopo il duro editoriale televisivo contro l’allora presidente federale Gabriele Gravina, diventato virale con milioni di visualizzazioni. “Fu proprio il giorno dopo che Mondadori mi contattò per scrivere questo libro. L’ho realizzato in tempi rapidi, ma con la convinzione che il calcio italiano abbia bisogno di cambiare davvero“.

Nel volume, ha sottolineato, non mancano riferimenti diretti ai protagonisti del sistema. “Ci sono nomi, cognomi e fatti. Parliamo del sistema arbitrale, delle infrastrutture, dei problemi dei settori giovanili e del rapporto inesistente tra il governo del calcio e quello del Paese. Sono questioni che da anni rallentano lo sviluppo del nostro movimento”.

Criscitiello si è soffermato anche sul mondo arbitrale, ribadendo la necessità di maggiore trasparenza. “Il calcio italiano deve prendere coscienza della situazione e avere il coraggio di cambiare. Non possiamo continuare a fare finta che nulla sia successo davanti a vicende che hanno segnato profondamente la credibilità del sistema”.

Nel finale dell’intervista spazio anche all’Avellino e alla nuova stagione che sta per iniziare. Criscitiello ha promosso la scelta di Alessandro Nesta, evidenziandone qualità umane e professionali. “È una persona seria, un grande lavoratore. Mi raccontano che arriva al campo la mattina presto e va via la sera. Ha idee di gioco importanti e credo possa proporre un calcio offensivo, ma adesso dovrà dimostrare di essere anche concreto e portare risultati”. Infine un invito ai tifosi biancoverdi a non alimentare aspettative eccessive. “Se l’obiettivo diventa subito la Serie A si rischia di restare delusi. Se invece si punta a una stagione di consolidamento, mantenendo competitività e ambizione, allora questa squadra potrà togliersi delle soddisfazioni. L’importante è non cadere nel tranello di dare tutto per scontato“.