Tempo di lettura: 3 minuti

ieri ha avuto luogo una visita ispettiva ai luoghi di lavoro della Casa Circondariale

Avellino-Bellizzi Irpino da parte della UILFP Polizia Penitenziaria con il segretario generale Gennarino De Fazio, il segretario nazionale Domenico De Benedictis, il segretarioterritoriale Franco Volino e il responsabile GAU per la CC di Avellino Raffaele Troise.

• Sovraffollamento:

A seguito della visita è stato rilevato che ci sono gravi difficoltà nell’istituto del capoluogo Irpino che

derivano soprattutto da un significativo sovraffollamento.

Attualmente vi è il 139 per cento delle presenze detentive rispetto ai posti disponibili, quindi un 39

per cento in più già sopra la media nazionale.

• Carenza di personale:

Vi è una critica discrepanza tra il personale in servizio e le necessità operative dell’Istituto. Nello

specifico, la forza lavoro risulta inferiore del 25% rispetto alla pianta organica prevista,

determinando un carico di lavoro insostenibile per gli operatori e una gestione dei detenuti non

conforme agli standard di efficienza prefissati.

• Situazione strutturale:

Pesa una situazione strutturale critica. Nonostante alcuni parziali miglioramenti rispetto al passato,

l’edificio risente pesantemente degli anni ed a cui una manutenzione costante, sia ordinaria che

straordinaria.

• Relazioni con la direzione:

In questo contesto già precario, si sono inserite pesanti difficoltà relazionali con la direzione. Il

tentativo attuale è quello di riaprire un canale di dialogo costruttivo, ma la risoluzione delle criticità

richiede un passo avanti di entrambe le parti.

• Alta sicurezza:

Ampiamente rilevanti sono le criticità che si registrano nella nuova sezione femminile di Alta

Sicurezza, avviata paradossalmente in assenza degli organici indispensabili per una gestione

funzionale. Se il servizio prosegue, è solo grazie all’enorme sacrificio collettivo degli agenti in prima

linea ed ai quadri organizzativi, un impegno straordinario che viene riconosciuto.

I numeri, citati parlano chiaro. A fronte di un fabbisogno stimato nel 2019 di 425 agenti, oggi ne

risultano assegnati solo 320. Una voragine di oltre 100 unità che rende la gestione quotidiana un

esercizio di costante emergenza.

Non si può ignorare che l’alto tasso di malattie sia la diretta conseguenza di un carico di lavoro

logorante. Le malattie sono regolarmente certificate e giustificate. Su questo punto, la nostra visione

resta diametralmente opposta a qualunque lettura che minimizzi il dato.Infine, ma non di meno importanza, non possiamo non parlare dei disagi sul fronte sanitario. Il

tutto si riversa inevitabilmente sulla Polizia Penitenziaria, ultimo anello della catena e bersaglio di tensioni generate da inefficienze altrui. Il disagio esiste e va affrontato con celerità, perché qui si parla di diritti fondamentali spesso no