Il mondo del calcio è scosso dalla tragica scomparsa di Christian Jidayi, 37 anni, ex difensore professionista, trovato senza vita nella notte tra il 17 e il 18 febbraio nella pineta adiacente alla chiesa di Lido Adriano, nel ravennate.
L’uomo, originario di Avellino ma residente da tempo in zona, non si era presentato al proprio turno di lavoro, circostanza che ha fatto scattare l’allarme. Le ricerche, coordinate dai carabinieri e supportate dai vigili del fuoco anche attraverso il tracciamento del telefono cellulare, si sono concluse con il drammatico ritrovamento. Gli elementi raccolti dagli inquirenti orientano, al momento, verso l’ipotesi di un gesto volontario.
Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Cesena, Jidayi aveva fatto il suo esordio in Serie B nella stagione 2007-2008. Nel corso della carriera aveva indossato diverse maglie tra i professionisti e i dilettanti, tra cui Bellaria Igea Marina, Mantova, Bassano, Novara, Lecco, Vallée d’Aoste, Forlì e Pro Patria, collezionando complessivamente 168 presenze ufficiali.
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, aveva intrapreso la carriera in panchina come vice allenatore al San Marino, prima di scegliere la strada del servizio pubblico entrando nella polizia provinciale di Ravenna, dove lavorava negli ultimi anni.
Il dolore per la sua scomparsa coinvolge anche il fratello William, ex calciatore con un passato ad Avellino e oggi agente della polizia locale. Una perdita che colpisce profondamente non solo chi lo ha conosciuto sui campi da gioco, ma anche l’intera comunità ravennate, stretta attorno alla famiglia in questo momento di immenso cordoglio.
















