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La morte di Francesco Pastore riaccende il dolore e la rabbia degli ex operai dell’ex Isochimica di Pianodardine. Il 64enne, originario di Contrada, è deceduto nella notte dopo essere stato colpito da un mesotelioma che in pochi mesi lo ha consumato. Pastore aveva lavorato nello stabilimento avellinese dove, per anni, decine di operai furono impiegati nella scoibentazione di vagoni ferroviari contenenti amianto senza adeguate protezioni. Con la sua scomparsa si allunga ulteriormente il drammatico elenco delle vittime legate all’esposizione alle fibre killer. Una tragedia che fa da sfondo all’iniziativa degli ex lavoratori, che hanno inviato due lettere ufficiali al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un intervento urgente per arrivare a una soluzione definitiva della vertenza.

“Signor Presidente, Le scriviamo a nome di tutti gli operai dell’ex Isochimica di Avellino, uomini impiegati sin dai primi anni ’80 nella scoibentazione di vagoni ferroviari contenenti amianto, esposti per anni in condizioni gravemente nocive e oggi segnati da patologie asbesto-correlate che continuano a manifestarsi.

Ad oggi 38 nostri colleghi sono già deceduti. Molti altri convivono con malattie irreversibili, mentre i procedimenti giudiziari proseguono con tempi incompatibili con la condizione sanitaria di chi attende ancora giustizia. Nonostante significativi accertamenti giudiziari e il riconoscimento di responsabilità rilevanti, una soluzione concreta e definitiva continua a mancare.

Per questo Le chiediamo un intervento urgente volto all’apertura di un tavolo con Rete Ferroviaria Italiana, finalizzato a una transazione extragiudiziale equa e definitiva per tutti i lavoratori coinvolti e per i familiari delle vittime. Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto che il tempo della giustizia non diventi, ancora una volta, il tempo dell’oblio.

Rivolgiamo inoltre alla stampa nazionale e locale un appello affinché questa vicenda non venga relegata al silenzio e all’indifferenza. La nostra non è una vertenza privata né una questione locale: è una pagina dolorosa della storia industriale e civile del Paese che interroga direttamente il rapporto tra Stato, responsabilità pubblica e diritto effettivo alla giustizia. Con rispetto”. Firmato: Carlo Sessa, Mario Giordano, Antonio Olivieri, Nicola Abrate, Michele Aversa e Domenico Carbone, a nome di tutti gli operai dell’ex Isochimica di Avellino.

Addio a Franco Pastore, 38esima vittima dell’ex Isochimica