Dalla gestione dell’ordinario, a quella delle grandi strutture, culturali e sportive, su tutte lo Stadio Partenio, la cifra distintiva dell’amministrazione guidata dal sindaco Nello Pizza sarà la serietà e, mette in evidenza in nuovo sindaco di Avellino, sarà “diametralmente opposta a quella portata avanti dall’ex sindaco Gianluca Festa e dopo di lui da Laura Nargi”.
Lo fa in occasione della presentazione ufficiale dei suoi assessori, dopo la proclamazione di ieri Si tratta di Anna D’Aliasi: vicesindaco, con deleghe alle Politiche ambientali ed energetiche e alla Transizione ecologica; Ettore Iacovacci: Annona, Attività produttive, Sviluppo commerciale e artigianale, Polizia municipale, Mobilità e Trasporto pubblico, Personale e Patrimonio; Enza Ambrosone: Lavori pubblici, Fondi regionali ed europei, Verde pubblico e cura della città, Smart city e innovazione; Luca Cipriano: Cultura, Eventi, Turismo e promozione della città, Promozione dello Sport, Strutture culturali e Politiche giovanili; Elvira Matarazzo: Affari generali, Contenzioso, Trasparenza e Pari opportunità;
Rosalia Iandiorio: Bilancio, Programmazione finanziaria e Tributi; Giuseppe Giacobbe: Pubblica istruzione, Edilizia scolastica, Gestione e valorizzazione delle strutture sportive comunali e Protezione civile; Giancarlo Giordano: Politiche dell’abitare, Cura dei quartieri, Sicurezza urbana, Partecipazione civica e Tutela degli animali; Sergio Trezza: Servizi sociali, Contrasto alla povertà, Politiche per anziani, disabilità, famiglia, inclusione e volontariato.
Tocca all’assessore Cipriano, delegato alla cultura fare il punto in vista dell’imminente Ferragosto avellinese: una rottura netta con il passato recente e la volontà politica di superare la logica degli “eventi spot”, Cipriano, ha delineato la sua visione strategica per la rinascita della comunità avellinese: “L’obiettivo è quello di strutturare un’offerta viva, capace di animare ogni singolo quartiere e di abbracciare tutte le fasce d’età, integrando strettamente le sue due deleghe. Lo sport, infatti, non sarà considerato un comparto isolato, ma una vera e propria espressione culturale in grado di generare attività e aggregazione per tutto l’anno.”
La vera scommessa dell’assessorato si giocherà però sulla stabilità dei contenitori culturali cittadini, “un patrimonio che va sottratto alla precarietà e dotato di una precisa identità gestionale. Dogana, la Casina del Principe e il Teatro Vittorio Emanuele, la priorità assoluta non è lo strumento giuridico in sé, ma l’obiettivo: senza un progetto culturale che ne definisca le funzioni, questi edifici storici non possono sopravvivere. La Dogana, ad esempio, non dovrà ridursi all’ennesima sala convegni sterile, perché non avrebbe futuro. Lo sforzo immediato sarà quello di riempirla di contenuti specifici, valutando poi la formula strutturale più adatta, che sia una fondazione, una gestione in-house del Comune o formule di partenariato”.
A questo proposito, l’assessore ha lanciato un appello aperto alle forze produttive e sociali del territorio, dall’Unione degli Industriali alla Camera di Commercio fino alle associazioni locali, ribadendo l’intenzione di gestire la cultura insieme a chi produce economia sul territorio”.

















