Il Comune di Avellino è stato condannato a risarcire con circa 80 mila euro Paola De Angelis, dipendente comunale con disabilità, vittima di un lungo e mortificante demansionamento. Una vicenda che negli anni ha assunto contorni paradossali e che, proprio per la sua gravità, era finita anche sulle cronache nazionali. Fu la trasmissione Le Iene a fare “irruzione” al Palazzo Comunale per raccontare la storia di Paola ( CLICCA E GUARDA)
Secondo quanto accertato in sede giudiziaria, la lavoratrice sarebbe stata progressivamente privata delle mansioni coerenti con il suo profilo professionale, venendo relegata a compiti marginali e non qualificanti, in aperta violazione delle norme a tutela dei lavoratori e, in particolare, di quelli con disabilità. Una condotta che i giudici hanno ritenuto lesiva non solo della dignità professionale, ma anche dei diritti fondamentali della persona.
La sentenza ha riconosciuto il danno subito da Paola De Angelis, quantificandolo in una somma significativa che ora graverà sulle casse comunali. Ma la vicenda non si chiude qui. Sul piano amministrativo e contabile, infatti, si profila il rischio di un danno erariale: la Corte dei Conti potrebbe chiamare a rispondere il dirigente che all’epoca dei fatti dispose il demansionamento, valutando se il risarcimento pagato dall’Ente sia conseguenza diretta di una sua condotta illegittima.
Una storia che, come sottolineato più volte dagli stessi legali della dipendente difesa dall’avvocato Ettore Freda, “non avrebbe mai dovuto verificarsi” e che oggi rappresenta un monito per le istituzioni: le scelte arbitrarie e discriminatorie non solo ledono le persone, ma finiscono per avere un costo elevato per l’intera collettività.


















