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Dopo la domenica ecologica, ad Avellino si torna rapidamente alla normalità. O forse sarebbe più corretto dire all’anormalità. Basta infatti attendere il lunedì mattina per ritrovare una città nuovamente ostaggio del traffico, con lunghe code, clacson e livelli di stress alle stelle.

Le strade del capoluogo irpino, libere solo per poche ore durante la giornata dedicata alla mobilità sostenibile per contrastare il fenomeno delle polveri sottili, tornano a riempirsi di auto in modo disordinato. A pesare non è soltanto l’elevato numero di veicoli in circolazione, ma anche l’indisciplina diffusa di molti automobilisti. Parcheggi selvaggi in doppia fila, soste irregolari davanti a negozi e uffici, corsie bloccate: comportamenti che finiscono per paralizzare la viabilità, soprattutto nei punti più nevralgici della città.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: traffico congestionato già dalle prime ore del mattino e tempi di percorrenza che si allungano sensibilmente. Una situazione che, inevitabilmente, riporta al centro del dibattito il tema delle polveri sottili e della qualità dell’aria. Dopo la tregua simbolica della domenica ecologica, le emissioni tornano a crescere insieme ai motori accesi e alle auto ferme in coda.

La sensazione è che iniziative come le domeniche senza auto, pur importanti per sensibilizzare i cittadini, rischino di restare episodi isolati se non accompagnate da un cambiamento reale nelle abitudini quotidiane e da controlli più rigorosi. Senza il rispetto delle regole e una maggiore attenzione all’uso dell’auto privata, il problema dell’inquinamento continuerà a ripresentarsi puntualmente, ogni lunedì, come ogni giorno della settimana, come un copione già scritto.