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Il settore vitivinicolo irpino lancia un nuovo grido d’allarme. Secondo la CIA di Avellino, le uve destinate al Greco di Tufo vengono pagate appena 60-65 centesimi al chilo, cifre insufficienti a coprire i costi di produzione. L’associazione, guidata da Stefano Di Marzo, chiede alla Regione l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente per tutelare i produttori e l’intera filiera campana.

“Il settore vitivinicolo anche nella nostra provincia registra, come nel resto del Paese, un crescente livello di preoccupazione per ciò che riguarda sia l’ambito dei trasformatori e dei venditori che il mondo dei produttori di uve, i quali si vedono penalizzati da una logica di mercato che non solo li penalizza sotto l’aspetto economico, ma ne mette seriamente a rischio il prosieguo della stessa attività – si legge nella nota –  Nella nostra provincia non sono esenti le produzioni viticole che originano le stesse tre DOCG autoctone, come nel caso del “Greco di Tufo”, dove si segnalano da più parti prezzi che non superano i 60/65 centesimi al kg.

È superfluo sottolineare che simili determinazioni non riescono nemmeno a coprire i sempre più elevati costi di produzione da parte degli agricoltori che conferiscono il loro prodotto soprattutto ai maggiori brand enologici irpini e campani, con il rischio di vedersi addirittura non ritirate le proprie uve o che lo siano solo per la metà di quanto sono nelle proprie disponibilità.

È comprensibile, quindi, che da parte degli interessati, ma anche del mondo associativo, politico e istituzionale, si levino voci di allarme e richieste di attenzione, auspicando, però, che questo non conduca a generalizzazioni di responsabilità o informazioni non compiutamente corrispondenti.

Per quanto riguarda la nostra associazione riteniamo, senza timore di smentita, di essere stata l’unica che, al momento, abbia intrapreso un’iniziativa seria e concreta, rappresentando già il 27 luglio scorso all’assessora regionale all’Agricoltura e ai dirigenti dei settori competenti la formale richiesta di costituzione di un “Tavolo Tecnico Regionale Permanente” inerente alle urgenti problematiche afferenti alla filiera vitivinicola nelle diverse province della Campania.

Un’iniziativa questa che rappresenta un motivo di ulteriore impegno, si auspica in un contesto di collaborazione associativa e istituzionale, perché in tempi ragionevolmente brevi si prendano, da parte di chi ha competenze normative in materia, le migliori ed efficaci soluzioni nell’interesse degli operatori del settore e dell’agricoltura irpina e campana tutta.