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È stato rintracciato nella notte ad Ariano Irpino, il 57enne presunto autore dell’aggressione ai danni di una 23enne accoltellata alla nuca lo scorso 23 settembre a Salerno, a largo San Tommaso d’Aquino. Al momento si trova rinchiuso nel carcere di Ariano Irpino.
Gli investigatori della Squadra Mobile di Salerno, coordinati dalla Procura della Repubblica di Salerno, avevano individuato il presunto autore dell’azione delittuosa e nella giornata di ieri la Questura aveva diffuso le immagini dell’uomo, invitando chiunque potesse riconoscerlo a fornire informazioni.
     
“Il mio assistito, che ho incontrato in nottata, – dice l’avvocato Domenico Carchia – si dichiara innocente. Stanotte è stato effettuato il fermo di polizia. Ancora non ho alcun atto per poter dare notizie più precise in merito a questa situazione”.
 
Procura di Salerno
 
Il complesso delle risultanze d’indagine e degli elementi di prova acquisiti a carico dell’uomo consentiva alla Procura della Repubblica di Salerno di emettere nella serata di ieri un decreto di fermo di indiziato di delitto, che veniva immediatamente eseguito dai citati uffici Polizia di Stato.

Contestualmente veniva data esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e domiciliare nei confronti dell’uomo, il cui esito consentiva di rinvenire e sequestrare non solo gli indumenti utilizzati dall’indagato la sera dell’aggressione, ad ulteriore riscontro della sua corretta identificazione, ma anche ulteriore materiale documentale utile alle indagini, tra cui appunti manoscritti sui quali sono in corso approfondimenti, al fine di ricostruire compitamente anche il movente dell’azione violenta.

Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Ariano Irpino (AV), a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla base degli elementi probatori acquisiti nella fase delle indagini preliminari e fino all’eventuale giudizio definitivo, vige la presunzione di innocenza anche nei confronti del soggetto fermato.
Il decreto di fermo sarà, poi, sottoposto alla convalida del GIP e le accuse, così come formulate, saranno valutate anche nelle successive fasi di giudizio dai competenti giudici della cautela ed, eventualmente.