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L’ex sindaco Gianluca Festa passa all’attacco sull’organizzazione del Ferragosto Avellinese e lo fa con toni sarcastici, mettendo nel mirino sia il cartellone degli eventi sia le modalità con cui l’amministrazione comunale ha deciso di gestire la comunicazione dell’estate cittadina.

Il primo bersaglio è la cifra annunciata dal Comune: 500 mila euro per il programma estivo. Un importo che, secondo Festa, non trova riscontro nella qualità degli eventi proposti.

«Ovviamente ci riserviamo di esprimere un giudizio definitivo alla fine dell’estate, quando saranno gli avellinesi a dire se il cartellone è piaciuto oppure no. Ma una riflessione si può già fare. Nel 2023, con la nostra amministrazione, investimmo circa un milione di euro e portammo ad Avellino artisti come Annalisa, Achille Lauro, Gaia, Coma_Cose, Rove e Carl Brave. Oggi ci vengono annunciati 500 mila euro e, sinceramente, faccio fatica a capire dove siano».

Per l’ex primo cittadino, il problema non è soltanto la cifra, ma soprattutto il rapporto tra costi e contenuti.

«Sono curioso di capire come verranno spesi questi 500 mila euro, perché oggettivamente la metà dei soldi non corrisponde nemmeno lontanamente alla metà della qualità del nostro cartellone. Anzi, tra gli eventi inseriti ci sono appuntamenti storici come la processione dell’Assunta o l’Alzata del Pannetto, manifestazioni che esistono da sempre e che oggi vengono conteggiate all’interno del programma estivo. Mi sembra davvero difficile giustificare una spesa di questo tipo».

Festa lascia poi intendere che chiederà conto delle risorse impiegate: «Vedremo nel dettaglio come saranno utilizzati questi fondi, perché, almeno per quello che si vede oggi, i conti non tornano».

Non meno dura la critica sulla scelta dell’amministrazione di affidare la comunicazione del Ferragosto a una società di Benevento, per un incarico da circa 40 mila euro.

«Per carità, noi siamo per l’inclusione, siamo multietnici», ironizza l’ex sindaco. «Ma spendere 40 mila euro per una società beneventana e non coinvolgere i professionisti di Avellino mi sembra francamente un’offesa alla città».

Festa rivendica il metodo: “ Ad Avellino ci sono professionisti, agenzie e competenze di altissimo livello. Dover andare a Benevento per fare comunicazione significa ignorare le risorse del territorio».