Niente da fare per l’inizio del processo “Dolce Vita”. La prima udienza del procedimento a carico dell’ex sindaco Gianluca Festa e degli altri coimputati, fissata per il prossimo 25 settembre al Tribunale di Avellino, non si terrà. A far slittare il dibattimento — stabilito dalla giudice Sonia Matarazzo prima del suo trasferimento alla Corte d’Appello di Salerno — è un blocco nazionale della giustizia penale che coinvolge direttamente anche la Camera Penale Irpina.
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha infatti indetto l’astensione da tutte le udienze e dalle attività giudiziarie dal 23 al 29 settembre. Coincidendo in pieno con la data fissata a Palazzo di Giustizia, la protesta rende inevitabile il rinvio. E, vista l’enorme mole del fascicolo d’inchiesta, i tempi per la fissazione della nuova udienza non si preannunciano brevi.
A scatenare la mobilitazione degli avvocati penalisti è stato un caso specifico: la registrazione dei colloqui tra legali e assistiti avvenuta nel carcere di Perugia. Secondo le Camere Penali, gli impegni istituzionali assunti per chiarire la vicenda sono stati completamente disattesi. Nella delibera di protesta, i penalisti mettono nel mirino anche l’orientamento generale della recente politica penale, criticando lo stop alle riforme sul sequestro dei dispositivi digitali, l’estensione delle intercettazioni ad altri procedimenti, l’ampliamento dei poteri di polizia, le nuove norme sulla responsabilità penale dei minori e la situazione di emergenza nelle carceri.


















