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In un panorama di sagre e feste popolari sempre più omologate, dove troppo spesso gli eventi finiscono per somigliarsi e copiarsi a vicenda, c’è chi sceglie di invertire la rotta. Ripartire dal territorio, dalle sue tradizioni e soprattutto da quelle eccellenze capaci di raccontarne l’identità. È questa la filosofia che accompagnerà la 48ª edizione della Festa del Raccolto – Sagra della Castagna di Cassano Irpino, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026 nel suggestivo centro storico del borgo irpino.

Non una semplice sagra, dunque, ma un evento che prova a cucirsi addosso una propria identità, trasformando la castagna da ingrediente della tradizione a protagonista di un racconto gastronomico e culturale. Un percorso che quest’anno si arricchisce della collaborazione con Irpinia Mood, realtà impegnata nella valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

“È l’evoluzione naturale di quello che abbiamo costruito nel corso degli anni”, spiega il sindaco di Cassano Irpino, Salvatore Vecchia. “Sin dalla nascita abbiamo puntato sulla qualità e sul piacere della festa. Vogliamo innovare tenendo sempre presente la tradizione”.

La novità più significativa riguarda proprio l’offerta gastronomica. L’obiettivo è riportare il prodotto al centro della manifestazione, evitando che la castagna finisca per diventare soltanto un pretesto per organizzare l’ennesimo appuntamento enogastronomico. Ogni stand proporrà almeno una portata a base di castagna, mentre il coinvolgimento delle eccellenze della ristorazione irpina consentirà di reinterpretare alcune pietanze, coniugando tradizione e creatività.

Una sfida raccolta con entusiasmo da Alessandro Graziano, CEO di Irpinia Mood, che vede nella manifestazione un’opportunità per dimostrare come anche una festa dalla forte vocazione popolare possa diventare uno strumento di promozione territoriale. “Abbiamo accolto con entusiasmo la possibilità di partecipare. Per noi è una grande opportunità, anche per misurarci con un evento che tradizionalmente viene considerato più popolare”, h sottolineato Graziano.

Il punto di partenza è proprio la castagna, ma con un approccio diverso. “Troverete piatti a base di castagna, non la qualunque. Abbiamo immaginato che questa fosse davvero la Festa del Raccolto. Del resto, proprio in questi giorni inizia la raccolta delle castagne e ci sembrava doveroso valorizzare questo aspetto, richiamando un’antica ritualità: quella della festa durante il raccolto”.

Un ritorno alle origini che guarda al futuro. Perché valorizzare un prodotto significa anche raccontare il lavoro, la cultura e le tradizioni che si nascondono dietro la sua produzione. Ed è proprio su questo terreno che si inserisce il contributo dei ristoratori coinvolti nel progetto. “Non è stato neanche difficile coinvolgere i nostri partner ristoratori”, ha aggiunto Graziano, evidenziando la volontà condivisa di costruire un’esperienza capace di mettere in risalto le produzioni locali.

A fare da cornice sarà Cassano Irpino, il paese delle sorgenti, un borgo che custodisce uno straordinario patrimonio naturalistico e paesaggistico e che, per tre giorni, si trasformerà in un luogo di incontro tra sapori, tradizioni e convivialità.

“Cassano è il paese delle sorgenti, tra le più belle d’Italia. È un borgo estremamente accogliente e siamo estremamente orgogliosi di dare vita a questa collaborazione”, ha concluso il CEO di Irpinia Mood.

Ma la Festa del Raccolto non sarà soltanto gastronomia. Il programma prevede anche cinque punti dedicati all’intrattenimento musicale, con ampio spazio alla musica folk e popolare, per restituire alle strade e alle piazze del centro storico quell’atmosfera autentica che da sempre accompagna le feste della tradizione contadina.

Tre giorni nei quali il cibo diventa cultura, la musica diventa aggregazione e la tradizione incontra nuove forme di valorizzazione. Con un obiettivo preciso: dimostrare che una sagra può conservare il proprio carattere popolare senza rinunciare alla qualità e, soprattutto, senza perdere la propria identità. Perché il vero valore di una festa non è somigliare alle altre, ma riuscire a raccontare ciò che rende unico il territorio che la ospita.