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Si chiude dopo una sola stagione l’esperienza di Davide Ballardini sulla panchina dell’Avellino. Nel corso della conferenza stampa di fine anno al Partenio-Lombardi, il tecnico ha annunciato la volontà di interrompere il rapporto con il club irpino, spiegando come il desiderio di tornare ad allenare in Serie A abbia inciso in maniera decisiva sulla scelta finale.

L’allenatore ha raccontato i contatti avuti con la dirigenza nelle ultime settimane, chiarendo che il confronto sul futuro era già stato programmato: “Dieci giorni fa ci eravamo confrontati con il direttore sugli aspetti tecnici e organizzativi. Ci eravamo dati appuntamento dopo i playoff per decidere il da farsi”. Poi la comunicazione definitiva alla società: “Dopo la fine dei playoff ho incontrato la proprietà e ho detto chiaramente che il nostro desiderio è tornare ad allenare in Serie A. È stata una decisione difficile, anche perché il direttore sportivo c’è rimasto male”. Ballardini ha escluso qualsiasi problema economico o legato alle strutture del club: “Non abbiamo mai parlato di soldi o altro. Con questa società mi sono trovato benissimo. Il presidente e Giovanni sono i primi a voler far crescere ogni giorno l’Avellino”.

Toccante il passaggio dedicato all’esperienza vissuta in Irpinia, con parole di grande stima per ambiente e tifoseria: “Ho trovato persone rare, di grande valore umano. Porterò con me l’affetto di questa terra e di questa genteIl tecnico ha poi aggiunto: “Da oggi sarò un tifoso dell’Avellino. Questo territorio mi ha colpito profondamente”.

Sulla questione rinnovo, Ballardini ha spiegato di aver sempre preferito rimandare ogni discorso a fine stagione: “Già a febbraio avevo detto alla società che avremmo valutato tutto più avanti, conoscendoci meglio giorno dopo giorno”

Inevitabile anche una domanda sul futuro e sulle possibili offerte ricevute. La risposta del tecnico è stata netta: “Non c’è nulla in questo momento. C’è semplicemente la volontà di tornare in Serie A”.

Prima dei saluti, Ballardini ha voluto lasciare anche una valutazione sul futuro della squadra: “La società ha idee chiare e una forte appartenenza al territorio. Credo che l’Avellino abbia una base molto valida da cui ripartire”. Secondo il tecnico, il gruppo costruito quest’anno rappresenta un patrimonio importante: “Ci sono almeno 15-16 giocatori solidi, sani e affidabili. Chi arriverà avrà una buona struttura su cui lavorare”.

Nel ripercorrere l’annata, Ballardini ha indicato nel post Venezia il momento più complicato: “Dopo quella partita abbiamo attraversato il periodo più difficile, perché non esprimevamo il nostro calcio” Sui playoff, invece, resta il rammarico ma anche la consapevolezza di aver lottato fino in fondo: “Sapevo che potevamo giocarci le nostre possibilità, come poi è accaduto a Catanzaro“.